
Max Verstappen sembra possedere due doni: un talento inarrivabile per molti dei suoi colleghi e quello (altrettanto inarrivabile) che spesso lo porta a sciupare tutto con manovre assurde. In questo 2018 l’olandese di casa Red Bull ha ottenuto fino ad ora un solo podio, a Barcellona, rischiando peraltro di perderlo a causa di un contatto con il doppiato Stroll.
Ha però inanellato anche una serie di incidenti che lo hanno privato di molti punti, culminati con il crash di Monaco passando per Baku. Un bilancio insufficiente, soprattutto se paragonato a quello del team mate Daniel Ricciardo, che ha già centrato due vittorie in Cina e a Monaco, al pari di Lewis Hamilton e Sebastian Vettel.
Nell’ultimo GP monegasco, Max ha dato ancora prova della sua “doppia personalità”: dopo aver dominato le prove libere sin dal giovedì, nelle FP3 ha attaccato la macchina al muro alle Piscine, mentre era alla ricerca di un inutile giro veloce. Vettura distrutta, qualifiche non disputate e conseguente partenza dall’ultima posizione in griglia la domenica, quando invece è tornato in versione campione, con un ottimo recupero che gli ha fruttato la nona posizione finale.
“Max è arrivato in Formula 1 molto velocemente, e sta progredendo sul suo cammino di apprendimento su una vettura da prime file”, ha detto il suo team principal Christian Horner al blog inglese Racefans. In effetti, nel 2015 Verstappen (ancora minorenne) è arrivato alla Scuderia Toro Rosso dopo un solo anno di Formula 3, e, dopo poche gare nel 2016, è stato promosso in Red Bull vincendo subito il primo GP in Spagna.
Nonostante le difficoltà patite in queso inizio di camponato, Horner si è detto sicuro che il suo pupillo si lascerà alle spalle le difficoltà patite fino ad ora: “La maggior parte degli altri piloti ha fatto gli stessi errori in categorie o scuderie minori, quindi con meno visibilità, mentre lui deve fare i conti anche con questo aspetto. Sono certo che riuscirà ad emergere e lasciarsi tutto questo alle spalle”. Il team principal ha parlato anche del confronto con Ricciardo: “Da quando sono insieme nel 2016 non c’è mai stato più di un decimo di differenza tra di loro. Daniel ha continuamente alzato il suo livello, e ora a 28 anni è nel periodo migliore della sua carriera. Ha esperienza e velocità, e Monaco è stato un grande esempio di come affronta i problemi e le difficoltà sotto pressione”.
Nonostante la tranquillità ostentata da Horner, restano le perplessità di molti addetti ai lavori sul comportamento del giovane olandese. Anche la stampa inglese, che ne aveva preso le difese anche dopo il crash fratricida di Baku, ha cominciato ad ammettere le difficoltà di Max e la sua scarsa propensione ad imparare dai propri errori. Da sottolinare anche la gestione “blanda” del pilota da parte del team: sono in molti a chiedersi che bisogno ci fosse di lasciare Max libero di cercare un inutile record in FP3 quando era evidente che la prima fila (e quindi molto probabilmente la doppietta finale) era già in tasca del team anglo-austriaco. Tutto questo dopo l’episodio di Baku, che già aveva attirato critiche feroci sul team; sembra che nessuno riesca ad aiutare Verstappen a uscire da questo tunnel, nonostante le parole fiduciose del suo team principal.
Dopo Monaco, Max si trova ad avere 35 punti in classifica contro i 72 del compagno: la distanza è grande, ma in Red Bull non sembrano essere preoccupati. Resta da vedere, già dal prossimo GP del Canada tra una settimana, se sul circuito di Montreal l’olandese riuscirà finalmente a far fruttare appieno l’enorme talento di cui dispone e che ha già mostrato a sprazzi.
Resta l’impressione che quando sboccerà del tutto saranno dolori per tutti, ma al momento Max è un pilota troppo falloso per poter puntare al Mondiale.