
La Formula 1 si appresta ad effettuare un’ultima tappa storica del calendario prima della chiusura negli Emirati Arabi. Il Brasile è forse una delle nazioni che più ha amato la Formula 1, regalando campioni in grado di riscrivere la storia di questo sport.
Anche quest’anno quindi il circuito di San Paolo ospita il consueto Gran Premio del Brasile, molto amato dai piloti e dai tifosi, ma soprattutto sempre ricco di sorprese e colpi di scena.
La pista si può dividere in due parti: una parte composta dal primo e terzo settore che si caratterizza per i suoi lunghissimi rettilinei, mentre il secondo settore costituisce la parte guidata di questa pista.
Il settore centrale mette a dura prova la guida dei piloti che si trovano davanti a curve molto impegnative, ma soprattutto mette a dura prova gli pneumatici Pirelli che nel brevissimo tracciato brasiliano non hanno un attimo di tregua.
Prima di tutto dobbiamo ricordare che la Pirelli ha deciso di portare le mescole: Medium (fascia bianca), Soft (fascia gialla) e Supersoft (fascia rossa), ma le mescole di quest’anno sono più morbide di quelle del 2017 e quindi potrebbero esserci delle sorprese.
La scelta fatta dai tecnici della Pirelli è frutto di una classificazione del tracciato attraverso 5 parametri indicati con una scala che va da 1 (minimo) a 5 (massimo).
Andando nel dettaglio si vede subito che l’Aderenza e l’Abrasione della pista hanno un valore nella media (3) e ciò deriva dal fatto che questa pista riesce a gommarsi molto facilmente offrendo subito un buon grip, mentre il dato sull’usura degli pneumatici è poco indicativo perché le mescole di quest’anno potrebbero patire molto di più il degrado su questa pista. Sarà fondamentale raccogliere molti dati e sfruttarli al meglio per capire come ottimizzare la strategia di gara.
La Deportanza ha invece un valore pari a 4 e questo deriva dal settore centrale dove è importante l’aderenza per affrontare al meglio ogni curva.
I parametri più interessanti però sono le Forze Laterali, con un valore pari a 4 e lo Stress degli pneumatici che ha raggiunto il valore 3.
Le Forze Laterali hanno un valore più elevato perché su questa pista ci sono molte curve con ampio raggio di percorrenza che impegnano molto le gomme, oltre al fatto che le monoposto curvano di continuo e gli pneumatici lavorano costantemente.
Per quanto riguarda lo Stress, il valore è nella media, ma le frenate in salita o discesa di questa pista mettono a dura prova le gomme.
Per quanto riguarda i dati tecnici, la Pirelli ha reso noti:
Pressioni minime alla partenza: 23,0 psi sull’anteriore, 21,0 psi sul posteriore;
Camber massimo consentito: -3,50° sull’anteriore, -2,00° sul posteriore.
GP del Brasile F1 2018: Le scelte dei piloti
Scelte praticamente identiche tra i top team con Sebastian Vettel, Lewis Hamilton e i due della Red Bull che hanno portato: 9 Supersoft, 3 Soft e un solo set di Medium.
Tra i piloti di prima fascia è quindi Kimi Raikkonen quello con meno Supersoft, 8, ma con ben 2 set di Medium, mentre Valtteri Bottas ha optato per: 9 Supersoft, 2 Soft e 2 Medium.
Infine anche per questo week-end la scelta più conservativa è stata fatta dalla McLaren con: 7 Supersoft, 4 Soft e 2 Medium.
Concludiamo, come di consueto, con le parole di Mario Isola, Responsabile del Settore Motorsport della Pirelli, che ci spiega cosa aspettarci da questi pneumatici: “Da questa gara non ci aspettiamo particolari novità: rispetto a quelle dello scorso anno, le tre mescole portate qui sono più morbide di uno step. I pneumatici White medium e Yellow soft del 2018 si possono infatti paragonare a soft e supersoft 2017, le due mescole usate nella strategia vincente dello scorso anno. Di conseguenza, il P Zero Red supersoft di quest’anno è equivalente al Purple ultrasoft 2017, mai utilizzato in Brasile. Quindi, la supersoft che useremo quest’anno è in realtà al debutto come grado di morbidezza. Il traffico in pista e i sorpassi fuori traiettoria sono due aspetti molto importanti da gestire a Interlagos. Anche il degrado è un fattore da tenere in considerazione, dati i carichi ai quali sono sottoposti i pneumatici nelle curve veloci, oltre alle possibili temperature molto elevate, anche se non ci aspettiamo livelli di degrado dei pneumatici particolarmente elevati in condizioni normali“.