
Jean Alesi ha espresso in un’intervista al Corriere della Sera la sua felicità per l’ingresso di Mick Schumacher nella Ferrari Driver Academy. Il pilota di Avignone, titolare per il Cavallino Rampante dal ’91 al ’95, stagione in cui vinse il suo unico GP in Canada, è sicuro che il giovane figlio d’arte saprà meritarsi l’occasione che gli è stata concessa da Maranello, dal momento che sembra avere tutte le caratteristiche necessarie per fare bene.
Nella FDA, Mick si troverà insieme a Giuliano Alesi, figlio di Jean, autore nel 2018 di una buona stagione in GP3, e prossimo anch’egli a prendere parte al campionato F.2, proprio come il tedesco. I due si conoscono da tempo, e sarà interessante vederli confrontarsi in pista. “L’ho visto nascere – ha sottolineato Jean -. Aveva pochi mesi, Michael era venuto a casa mia in Francia quando non poteva correre dopo l’incidente a Silverstone (in cui si fratturò tibia e perone nel luglio 1999). Mick ha mandato un messaggio a mio figlio. Sono felice, se lo merita”.
Parlando delle qualità del giovane tedesco, Jean non ha nessun dubbio che saprà reggere la pressione e fare ottimi risultati. Secondo il francese, Mick ha già dimostrato di sapersi gestire la carriera da solo, dopo lo sfortunato incidente che ha visto protagonista il padre (che fino a quel momento era stato sempre al suo fianco) sulle nevi di Meribel nel dicembre 2013. “Ha dovuto fare tutto da solo. Quando ha iniziato sui kart, Michael lo seguiva come un’ombra, poi è successo quello che è successo. Poteva perdersi, mollare, è andato avanti nella sua scelta di diventare pilota. La parte difficile l’ha già affrontata e superata. Ha un’enorme forza di volontà”, ha dichiarato Alesi. Per quanto riguarda il carattere di Mick, l’avignonese ha confermato quello che in molti già affermano da tempo: “E’ serio ed educato, ma sa essere anche divertente. In tante cose sembra la fotocopia del padre”.
L’arrivo di Mick in Ferrari ha certamente suscitato grandi emozioni e aspettative in tutti i tifosi e gli appassionati di motorsport; un nome così, specialmente se accostato al simbolo del Cavallino Rampante, ha un peso specifico estremamente elevato. L’importante, però, da ora in avanti sarà lasciare che Mick possa fare il proprio percorso in F.2 e nella FDA senza eccessive pressioni o dichiarazioni troppo altisonanti; ha dimostrato di meritare il titolo di Campione di F.3, ora deve continuare a lavorare sereno per meritarsi un posto tra i top drivers della Formula Uno.