
Alberto Antonini, ex responsabile dell’Ufficio Stampa della Scuderia Ferrari, è tornato alla sue vecchia professione, il giornalista. Su FormulaPassion, Antonini ha parlato della nuova Ferrari SF90 alla conclusione della seconda sessione di Test F1 di Barcellona.
L’ex firma di Autosprint ha anche rivelato qualche particolare sui metodi di lavoro di Maranello e ha voluto anche precisare come la vettura 2018 fosse una monoposto tutt’altro che perfetta!
L’articolo completo di Alberto Antonini, lo puoi trovare su FormulaPassion.
MERCEDES vs FERRARI: DUE METODI DI LAVORO DIVERSI
“Pochi se ne sono accorti – ha scritto Antonini nel suo primo articolo su FormulaPassion -, ma fra le due sessioni di test invernali di Barcellona non è stata “rivoluzionata” solo la Mercedes. Anche sulla Ferrari SF90 c’erano tante cose diverse rispetto alla prima settimana, ma molto meno visibili rispetto alla W10”.
Inoltre Antonini ha voluto rivelare come tra i due Team ci siano un metodo di lavoro molto diverso: “E’ chiaro che Mercedes si affida molto alle simulazioni, alle estrapolazioni (per capirci: calcoli) che ci dicono ad esempio che, se usando una determinata mescola di pneumatici, salta fuori un certo tempo sul giro, con un pneumatico diverso questo tempo si abbasserà, diciamo, di quattro decimi. In pratica, si fidano molto dei loro computer. La Ferrari segue un approccio più tradizionale”.
IL MARKER
L’ex capo della comunicazione della Scuderia di Maranello, ha rivelato come “un pilota come Sebastian Vettel usa (da anni e anni) un ‘marker’, ovvero un piccolo comando sul retro del volante che aziona ogni volta che vuole ricordarsi qualcosa. Poi va in debriefing e racconta: “Ho usato il marker in uscita da curva 9 perché in quel punto c’era sovrasterzo…” o qualcosa del genere”.
Ferrari SF90 vs Mercedes W10 e vs Ferrari SF71H
Alberto Antonini ha poi affrontato il tema “SF90”, confrontandola con la Mercedes W10 e con monoposto che ha corso nel 2018, la Sf71H: “E’ probabile che, in questa fase di stagione, la Ferrari sia effettivamente un po’ più avanti, diciamo di un decimo o due. Succedeva anche in passato e c’è una spiegazione plausibile. Il progetto di quest’anno è forse più “maturo” di quello dei principali avversari, perché si appoggia in buona parte su quello del 2018, correggendone gli errori (fidatevi: quella macchina era tutt’altro che perfetta) e adattandosi alle nuove regole aerodinamiche. Magari, più avanti nella stagione, la Mercedes avrà più margine di sviluppo su alcune componenti, come l’aerodinamica anteriore, per via della sospensione di diverso disegno che permette maggiori interventi”.
Infine Antonini ha voluto tranquillizzare i tifosi della Ferrari sul fronte affidabilità, viste le tante parole spese dopo qualche piccolo guaio di gioventù occorso in pista alla SF90: “L’affidabilità non è stata perfetta, ma quelli avuti nei test sono problemi che si risolvono”.
L’articolo completo di Alberto Antonini, lo puoi trovare su FormulaPassion.