
Quinto al via e quinto al traguardo, nessuno spunto particolare, sempre in lotta con la macchina: così si può riassumere, a grandi linee, la prima gara in Australia di Charles Leclerc con la Ferrari F1, senza infamia e senza lode.
Una corsa influenzata negativamente dallo scarso rendimento della SF-90 sullo stretto circuito di Albert Park. Il monegasco, dopo una qualifica difficile, ha parlato nel dopo gara ai microfoni di Sky Sport, facendo trasparire una insoddisfazione nei confronti di se stesso e del mezzo:
“Ho avuto un buono scatto in partenza, avevo superato Verstappen e mi sono affiancato a Vettel ma non c’era spazio per passare e ho dovuto alzare il piede: da possibile terzo, mi sono ritrovato di nuovo quinto” – prosegue Charles nell’analisi della sua prestazione – “Nel primo stint ho fatto un errore alla prima curva che ha compromesso le mie chance di rimanere a contatto con i primi; il secondo stint è stato più positivo ma la macchina era generalmente difficile da guidare e ho faticato”.
Insomma, un Leclerc che sembra frustrato dall’attuale situazione, incapace, per ora, di esprimere tutto il proprio potenziale in una macchina che, in questo momento, non gli da la confidenza giusta per spingere e per sentirsi a suo agio. Nelle ultime battute di gara, però, il giovane monegasco ha riagganciato Vettel, alle prese con qualche problema sulla sua monoposto, senza poterlo però superare:
“Avevo il ritmo per superare Seb, ma alla fine la squadra ha deciso di congelare le posizioni; in fin dei conti non c’era più niente da guadagnare per il team e mi sono allontanato da Sebastian”.
Ci si lecca le ferite e si analizza la situazione in casa Ferrari e in casa Leclerc, per arrivare al secondo appuntamento stagionale in Bahrain più tonici e preparati di così. Perché questa Rossa è troppo brutta per essere vera.