
In tempi non sospetti, ovvero alla presentazione della SF90, Mattia Binotto dichiarò che in Ferrari ci sarebbe stato una prima guida, Sebastian Vettel, e una seconda guida, Charles Leclerc.
In quelle dichiarazioni del nuovo Team Principal di Maranello avevamo letto sia la volontà di “proteggere” il giovane pilota monegasco che la necessità di dare fiducia al quattro volte campione del mondo tedesco, dopo una stagione 2018 non certo delle più semplici da mettere in archivio.
Come al solito però, tra il dire e il fare spesso c’è di mezzo un mare! E, pronti via, la gestione di due campioni del calibro di Vettel e Leclerc si sta dimostrando più difficile del previsto.
Su quattro Gran Premi disputati fino ad ora, tra ordini di scuderia discutibili e scelte strategiche poco chiare, quello che emerge è che possa essere la pista, più che la scelta del Team Principal a determinare chi possa e debba essere la prima guida o forse meglio chi ha già tutto il diritto di avere almeno un trattamento alla pari all’interno del Team Ferrari.
I due team order a favore di Vettel in Australia e Cina, la pole position e la vittoria mancata da Leclerc per un problema di affidabilità in Bahrain e la velocità e il passo gara dimostrato dalla “seconda guida” in Azerbaijan sono elementi importanti che potrebbero accelerare i tempi verso un più equo trattamento dei due piloti.
E questo, riteniamo possa essere tanto più vero quanto più i risultati della Ferrari nel campionato piloti siano quelli deludenti visti fino ad ora.
Più o meno in linea con questo nostro pensiero anche Pino Allievi che, nel suo ultimo editoriale “Il Gran Premio dei dubbi” su FormulaPassion ha scritto che “[…] presto sarà la velocità dei due piloti a stabilire le gerarchie”, riferendosi ai due compagni Ferrari.
Allievi ha però anche premesso “[…] finiamola con le banalità degli ordini di scuderia che penalizzano Leclerc (anche se in gara era da fermare in anticipo per il pit stop, vedendo che perdeva da 1”5 a 2” rispetto alle Mercedes) e col plebiscito che lo vorrebbe già prima guida del Cavallino. Non è proprio il caso di accelerare i tempi, anche se presto sarà la velocità dei due piloti a stabilire le gerarchie”.
Un commento analogo anche da parte di Giorgio Terruzzi che, dalle colonne del Corriere della Sera in edicola oggi, ha definito Vettel “un campione smarrito”, aggiungendo, senza mezzi termini, che “[…] le gerarchie interne (alla Ferrari, ndr), al netto dei punti e degli errori, le ha già decise il suo travolgente compagno di squadra (riferendosi a Leclerc, ndr)”.
Che dire? Non ci resta che attendere qualche altro Gran Premio per vedere se a Leclerc sarà riservato un più equo trattamento in modo che il giovane talento monegasco possa esprimere liberamente tutto il suo potenziale, per il bene della Ferrari.