
Valtteri Bottas e Lewis Hamilton. Lewis Hamilton e Valtteri Bottas. La stagione di Formula 1 2019 parla la lingua della Mercedes. Cinque Gran Premi sinora disputati, cinque eclatanti, ineccepibili doppiette. Tre vittorie per il campione inglese, due per il sorprendente e più che mai combattivo pilota finlandese. La inattesa superiorità tecnica della Mercedes F1 W10, spinta dalla “power unit” Mercedes M10 EQ Power +, sta sorprendendo tutti. Nessuno, infatti, ad iniziare dalla rivale più diretta nella corsa ai titoli iridati, la Ferrari, aveva vagheggiato un simile strapotere da parte delle monoposto tecnicamente dirette da James Allison. Un meritato dominio che, in assenza di colpi di scena o di clamorosi sovvertimenti dei valori in campo da parte, anzitutto, di Ferrari e Red Bull, “rischia” di monopolizzare l’intera stagione.
La Mercedes F1 W10 è solo l’ultimo esempio di vettura in grado di estendere un dominio tanto vistoso quanto incontrastato ed incontrastabile. Nel 1950, l’Alfa Romeo 158 monopolizza la stagione di Formula 1: Giuseppe Farina (il quale conquisterà il primo titolo mondiale Piloti della storia) e Juan-Manuel Fangio totalizzano 6 vittorie (3 a testa) su 7 GP in calendario (Johnnie Parsons si aggiudica la 500 Miglia di Indianapolis su Kurtis Kraft-Offenhauser). Alle loro spalle, un altro alfiere Alfa Romeo: Luigi Fagioli. Il dominio della “Alfetta” è totale.
Dall’Alfa Romeo alla Ferrari. Nel 1952, la 500 F2 spadroneggia in lungo e in largo grazie ad un micidiale Alberto Ascari (6 vittorie in 8 GP) e Piero Taruffi (1 vittoria). Il monologo viene bissato nel 1953, anno in cui la monoposto di Maranello centra 7 vittorie in 9 GP iridati in calendario. Nel 1955 è la volta della Mercedes W196, il cui dominio si concretizza in 5 vittorie (4 ottenute da Fangio, 1 da Stirling Moss) in 7 Gran Prix. E si va al 1958. Stagione strana e intensa. A primeggiare è la Vanwall VW5: la moderna monoposto inglese si aggiudica 6 vittorie complessive (3 Moss, 3 Tony Brooks) in 11 GP iridati in calendario. Il titolo Piloti, tuttavia, va nelle mani di Mike Hawthorn (Ferrari 246).
Nel 1963, è ancora la scuola inglese a dominare — letteralmente — la scena. Jim Clark, al volante della Lotus 25-Coventry Climax, si aggiudica 7 Gran Premi su 10 appuntamenti iridati in calendario. Una stagione, dunque, a senso unico. Bisognerà attendere il 1971, dopo annate sovente molto equilibrate, per assistere allo strapotere di una scuderia, la Tyrrell. Grazie a Jackie Stewart e François Cevert, le Tyrrell 002 e, soprattutto, 003 dominano il campionato, andando a conquistare 7 vittorie totali (6 Stewart, 1 Cevert) in 11 GP.
Dal 1971 al 1984 si alternano stagioni assai livellate, durante le quali anche le vetture campioni o vincenti non riescono mai ad instaurare una egemonia tale da annientare, azzerare e sopraffare la concorrenza. Nel 1984, tuttavia, la McLaren Mp4/2-Porsche spezza questo incantesimo. La concorrenza, pertanto, è messa alle corde: Alain Prost e Niki Lauda si aggiudicano un totale di 12 vittorie in 16 GP. Il francese trionfa in 7 occasioni, l’austriaco campione del mondo in 5.
1988, la sublimazione del concetto di “dominio totale”. La McLaren Mp4/4-Honda si rivela arma imbattibile. Ayrton Senna ed Alain Prost si aggiudicano rispettivamente 8 e 7 Gran Premi: un totale di 15 vittorie in 16 GP. Solo i ritiri di Prost e Senna, in occasione del GP d’Italia a Monza, rendono possibile la doppietta Ferrari. Un dominio schiacciante che la McLaren non riesce a replicare nemmeno nelle fortunate stagioni 1989, 1990 e 1991. Persino le leggendarie e straripanti Williams del biennio 1992-1993 (Williams FW14B-Renault e FW15C-Renault) non riescono a replicare i numeri sfoggiati dalla McLaren in quell’incredibile, inimitabile 1988. Numeri che nemmeno la eccellente Benetton B195-Renault riesce, nel 1995, ad eguagliare (11 vittorie in 17 gare), così come la ancor più vincente Williams FW18-Renault del 1996 (12 vittorie su 16 GP).
Per riassaporare un po’ di quel 1988 occorre attendere gli anni di Michael Schumacher in Ferrari. 2002: Schumacher e Rubens Barrichello monopolizzano la stagione al volante delle F2001 e F2002. 15 vittorie in 17 GP (11 Schumacher, 4 Barrichello). Il ritornello non subisce sostanziali variazioni nel 2004: la F2004, nelle mani del tedesco e del brasiliano, non ha rivali. A fine stagione, si contano 15 vittorie ottenute dal Cavallino in 18 Gran Premi in calendario (13 Schumacher, 2 Barrichello).
All’indomani dei successi colti da Sebastian Vettel e la Red Bull, è la Mercedes a recitare il ruolo di schiacciasassi. 16 vittorie su 19 GP nel 2014 e 2015 (Mercedes F1 W05 e F1 W06), ben 19 vittorie in 21 GP nel 2016 (Mercedes F1 W07). Numeri che, benché ancora vincente, la Mercedes non riesce a confermare nel biennio 2017-2018.
Ed eccoci, disegnando un virtuale cerchio, nuovamente al 2019. La Mercedes F1 W10 saprà imporsi anche nei rimanenti Gran Premi? Le premesse per passare alla storia come una delle vetture F1 più vincenti della storia ci sono tutte. La palla, ora, passa agli avversari.