
Quali sono i punti deboli della Ferrari e cosa manca al Team di Maranello per essere competitivo in questo Campionato Mondiale 2019 di Formula 1? In questo articolo proviamo a fare una panoramica ragionata di tutto ciò che ha impedito a Sebastian Vettel e Charles Leclerc di lottare “ad armi pari” con i piloti Mercedes.
I primi cinque Gran Premi della stagione 2019 di F1 sono stati un dominio assoluto delle Frecce d’Argento: tre i successi di Lewis Hamilton, due quelli del compagno Valtteri Bottas. I cinque gradini più bassi del podio sono stati occupati tre volte da piloti Ferrari e due volte da Max Verstappen.
La classifica mondiale piloti parla chiaro: 112 punti per Hamilton, 105 per Bottas mentre Vettel e Leclerc hanno rispettivamente 64 e 57 punti. Altrettanto quella riservata ai costruttori con Mercedes a quota 217 e Ferrari con soli 121 punti all’attivo.
1. MERCEDES: UN TOP TEAM E UNA FORTISSIMA W10
Il dominio Mercedes nell’era turbo-ibrida della Formula 1 è sotto gli occhi di tutti. Dal 2014 ad oggi le statistiche di pole position, vittorie, giri veloci e titoli mondiali piloti e costruttori sono tutti marchiati con il brand della stella a tre punte. Il 2019 rappresenta il sesto anno di questa “era” ma nessun altro team è ancora riuscito ad avvicinare le prestazioni delle due monoposto messe in pista dal costruttore tedesco.
Le cinque doppiette in altrettante gare di questo inizio di mondiale 2019 di F1 sono lì a dimostrare che il Team è coeso, forte, preparatissimo e come il progetto della W10 sia quanto mai riuscito. Toto Wolff assicura una solida conduzione della squadra con uomini di esperienza e di indiscussa capacità in ruoli chiave. Se a questo uniamo due piloti motivatissimi possiamo ben comprendere quale sia il potenziale della corazzata tedesca, al di là della bontà di un progetto di monoposto 2019 che pare essere tra i più azzeccati degli ultimi anni.
2. FERRARI SOFFRE I CAMBI DI REGOLAMENTO
Sarà un caso, ma temiamo non lo sia. Ad ogni modifica di regolamento tecnico la Scuderia Ferrari si dimostra il Top Team più in difficoltà nell’interpretare al meglio il cambiamento. Lo è stato all’inizio dell’era turbo-ibrida dove a Maranello si sono fatti cogliere impreparati e in clamoroso ritardo rispetto a Stoccarda e lo è stato, anche se in misura molto minore, in questo 2019. Il cambio di regolamento tecnico, rispetto alla passata stagione, ha comportato interventi principalmente su ala anteriore, bargeboard e alettone posteriore.
Se mettiamo ora a confronto il risultato del giro di qualifica del Gran Premio di Spagna 2019 con quello dello scorso anno, possiamo facilmente capire quale team abbia svolto un lavoro migliore sfruttando il cambio di regolamento: Mercedes ha migliorato di 0″767 mentre Ferrari ha migliorato il giro di qualifica 2018 di soli 37 millesimi! Aggiungiamo anche che un team come Red Bull ha migliorato di 0″459 ma qui è intervenuto anche una cambio di Power Unit che può aver influito sul risultato.
3. ORGANIGRAMMA FERRARI
Team Principal: Mattia Binotto. Direttore Tecnico: Mattia Binotto. A nostro avviso un Top Team di Formula 1 non può permettersi di non avere un responsabile a tempo pieno nei due ruoli. Al di là delle indiscusse capacità di Binotto, sia dal punto di vista tecnico che manageriale, il tempo che può dedicare alle due “funzioni”, sia in azienda che fuori, non può che essere inferiori a quello che potrebbe dedicare se il suo ruolo fosse unico e ci fosse un referente tecnico con pieni poteri e responsabilità.
Il progetto della Ferrari SF90, chiariamolo, è tutto di Binotto e del suo staff. Il fatto che, in recenti dichiarazioni, abbia detto di non avere una risposta ai problemi della monoposto, non depone certo a suo favore, né nei panni di Direttore Tecnico ma nemmeno in quelli di Team Principal.
4. I PROBLEMI DELLA FERRARI SF90
I cinque Gran Premi del 2019 hanno dimostrato abbastanza bene quali siano i problemi che affliggono la SF90. In particolare, su una pista come quella di Barcellona, il gap 0″7 decimi al giro rispetto alla Mercedes veniva tutto accumulato nel terzo e ultimo settore, quello nel quale abbiamo un sequenza di curve “lente”. La mancanza di carico aerodinamico legato molto probabilmente anche a qualche carenza meccanica a livello di sospensioni, sono tra i principali aspetti sui quali concentrare gli sviluppi di una monoposto “nata male”.
Veloce sul dritto, grazie ad una buona efficienza aerodinamica, la SF90 si è sin da subito dimostrata lenta in inserimento di curva e questo è forse anche il risultato per aver aumentato un po’ troppo il passo vettura.
Qui sotto il VIDEO di Matteo Bobbi che, nella sua Sky Sport Tech Room, ha ben analizzato le carenze della Ferrari SF90 nel terzo settore di Barcellona.
5. AFFIDABILITA’ DELLA POWER UNIT
Ne avevamo parlato durante i Test pre-campionato quando era trapelato nel paddock che la Ferrari potesse avere qualche problemino di affidabilità ad alcuni componenti della Power Unit. Alla seconda gara poi l’ancora in parte misterioso “problema” alla centralina (CE) sulla monoposto di Leclerc. Da lì il repentino cambio di componente, sia sulle SF90 che sulle Power Unit di Alfa Romeo e Haas.
Ricordiamo che ogni Team ha a disposizione due CE a stagione e operare un cambio alla terza gara dell’anno comporta, con tutta probabilità, incorrere in penalità nel corso della stagione. Inoltre la sostituzione è stata fatta utilizzando la specifica 2018 di CE e quindi una componente meno performante della versione 2019.
6. METODO DI LAVORO “OLD STYLE”
Dopo gli otto giorni di Test invernali, la Ferrari risultava tra i team ad aver percorso più chilometri in pista. E’ mai possibile che i dati raccolti, avendo coperto la distanza di quasi 20 Gran Premi, non abbiano in alcun modo evidenziato che ci fosse un problema così macroscopico nell’affrontare le curve lente? Al di là delle temperature diverse, delle mescole Pirelli impiegate, a cosa sono serviti gli otto giorni in pista se non a raccogliere ed analizzare dati?
Da quanto abbiamo appreso, in Mercedes sono riusciti a trovare un metodo di lavoro che permette loro di raccogliere dati, trasformarli in informazioni utili che poi servono per modificare e sviluppare la monoposto. Temiamo che in Ferrari non sia ancora così se dopo cinque gare il Direttore Tecnico dichiara molto candidamente che le modifiche portate a Barcellona, sia aerodinamiche che di Power Unit, hanno funzionato!
QUALCHE CONSIDERAZIONE FINALE
Mettete ora tutto insieme: la forza del Team Mercedes, il cambio di regolamento, l’organizzazione Ferrari con Binotto uno e trino, una SF90 nata male, qualche problema di affidabilità alla Power Unit e un metodo di lavoro ancora da migliorare. La risposta alla domanda iniziale ovvero che cosa ha impedito a Vettel e Leclerc di lottare “ad armi pari” con i piloti Mercedes, è da ricercarsi in questi sei punti.