
La pista di Barcellona, che nei test invernali l’aveva visto grande protagonista, ha riservato un’altra delusione a Sebastian Vettel in questo primo scorcio del Mondiale 2019. Un misero quarto posto, che come il terzo gradino del podio di Baku, è stato il massimo risultato possibile con l’insipida Ferrari di oggi. Questa volta preceduta anche dalla Red Bull-Honda di Max Verstappen. Se si pensa che qui a Montmelò, la sua SF90 aveva praticamente dominato le prove precampionato non più tardi di tre mesi fa, vedere adesso la Rossa arrancare dietro Mercedes e Red Bull è davvero sconfortante.
Vettel: “Weekend deludente, ma abbiamo ottenuto il massimo”
E proprio sulla pista che l’aveva consacrata a febbraio ha offerto la peggiore prestazione della stagione fin qui disputata, assieme al Gp d’Australia. Anche domenica non c’è stato nulla da fare contro le Mercedes, sia per Vettel che per Leclerc. Entrambi hanno fatto ciò che hanno potuto con strategie differenti che, però, hanno portato allo stesso risultato. Nessuna invenzione strategica ha cambiato le cose. Segno di un’inferiorità tanto evidente quanto disarmante. Seb Vettel, invece, anche a Barcellona si conferma l’unica buona notizia in casa ferrarista, assieme al talento dell’astro nascente Leclerc. Il quattro volte iridato, ha ritrovato lucidità alla guida e, dopo il Bahrain, sembra aver recuperato soprattutto le energie mentali e la fiducia in se stesso. Non sbaglia più e raccoglie tutto quanto gli è concesso dalla sua vettura.
In questo caso un quarto posto davanti allo scomodo compagno di squadra. Nei confronti del quale è stato più performante in qualifica. In gara ha tentato il colpo grosso sullo scatto al via cercando, invano, di intrufolarsi tra le Mercedes nell’unico momento in cui Hamilton e Bottas sono stati più vulnerabili. Allo spegnersi dei semafori ha avuto uno spunto anche migliore dei due che lo precedevano e ha cercato subito di attaccare. Bottas ha resistito anche se a fatica. Lui ha spiattellato rovinando le gomme e favorendo la fuga mai più interrotta di Verstappen, oltre che il riaggancio di Leclerc. Che poi l’ha superato dietro ordine di scuderia. È andata male ma in questo caso non si può certo crocifiggerlo nuovamente per averci comunque provato in condizioni di oggettiva inferiorità. Anzi. Vettel e Leclerc in gara si sono equivalsi con due strategie diverse sulle gomme impartite dal muretto che, alla fine, non hanno sortito gli effetti sperati per entrambi.
Ovvero andare a prendere almeno la Red Bull di Max Verstappen per attaccare la terza posizione. Sebastian si è mostrato più redditizio del monegasco soprattutto a parità di gomme gialle nell’ultima fase del Gp dopo la Safety-Car. Con la gara neutralizzata, infatti, Leclerc ha montato soft nuove di zecca mentre quelle di Vettel avevano già diversi giri sul groppone. Ma alla ripartenza non ne ha beneficiato perdendo terreno dal compagno fino alla bandiera a scacchi. Probabilmente ha avuto difficoltà a farle entrare nella famigerata giusta finestra di utilizzo a livello di temperatura. Ma alla fine, quando si può lottare solamente per piazzamenti che esulano dalla vittoria, non cambia nulla tra un quarto e un quinto posto. Vettel, dal canto suo, è stato molto brillante nella fase centrale della gara con le morbide, che sembrano essere le sue gomme predilette finora.
Dopo la prima sosta, ha superato nuovamente Leclerc allungando subito il passo e, compiuto il secondo pit (in cui ha montato sempre le soft), ha anche fatto segnare il momentaneo giro più veloce effettuando anche un bel sorpasso su Gasly. In seno al team Ferrari non si può certo essere contenti di piazzamenti secondari ma intanto tre indizi potrebbero costituire la prova di un campione ritrovato. Che, se la SF90 dovesse ritrovare smalto, sarà molto importante per la causa del Cavallino materializzando realmente l’attacco a due punte ipotizzato ad inizio anno. Piuttosto è la Ferrari il vero problema, adesso, in termini di efficienza sia come team che come monoposto.