Facebook Twitter Instagram
    • HOME
    • News
      • All News
      • Analisi Tecnica
      • Auto
    • Live
    • Video
    • Foto
    • Risultati
    • Classifiche
      • Classifiche 2022, 2021, 2020
      • Classifiche dal 2010 al 2019
      • Classifiche dal 2000 al 2009
      • Classifiche dal 1990 al 1999
    • Calendario Gp + Orari TV
    • Team e Piloti
    • [ + ]
      • Albo d’oro
      • Biglietti Formula Uno

    La Ferrari non va: di chi è la colpa? Macchina, piloti, strategie, ordini di scuderia…

    Laura Di NicolaBy Laura Di Nicola4 Maggio 2019Updated:4 Maggio 2019Nessun commento6 Mins Read
    Facebook Twitter WhatsApp Telegram


    Ogni Mondiale di Formula 1 che si rispetti è accompagnato da un tema, che infiamma il dibattito già al trapelare delle prime indiscrezioni durante la pausa invernale e deflagra dopo le prime gare, spesso prendendo forma di una domanda ricorrente.

    Vuoi per aspettative represse, vuoi per l’ansia di vedere all’opera il talento di Charles Leclerc armato finalmente di una Rossa, vuoi perché il barometro del destino pareva essersi piazzato sul bello stabile in quel di Maranello già dai test di Barcellona, il Campionato F1 2019 è iniziato sotto il segno di una domanda dolce e al contempo terribile: sarà questo l’anno della Ferrari?

    Dopo le prime, deludenti gare disputate dal Team di Maranello, l’effetto è stato un di…rompente ribattere ammantato di catastrofismo, comprensibile per certi aspetti, arrotolatosi, invece,  attorno a ben altri interrogativi: perché la Ferrari non va? Di chi è la colpa? Dei piloti o della macchina? Delle strategie o degli ordini di scuderia?

    La domanda di questo inizio di 2019, però, non riguarda gli ordini di scuderia o le strategie in Ferrari. Non rovescia il punto interrogativo per usarlo a mo’ di roncola, falciando il già flebile autocontrollo del Popolo Rosso, insistendo sulle colpe del singolo – che magari una volta è Vettel, l’altra è Sebastian, la successiva Sebastian Vettel e quella dopo ancora il quattro volte campione del mondo  che guida la Ferrari. Questa domanda non interroga sui cavalli – quelli di potenza, non quelli ragliant… ehm… rampanti – né sulle ali, anteriori, posteriori o che ti mette la Red Bull.

    Al massimo, perché è uno dei temi dominanti degli ultimi anni, indugerebbe sulle gomme.

    A parte qualche saggia e isolata voce distante da qualsivoglia partigianeria, la spessa cortina Ferrari-centrica ha finito per annebbiare il dibattito, tralasciando quello che, invece, era ed è, secondo il modesto parere di chi scrive, l’interrogativo centrale dell’inizio di questo Mondiale, il sesto dell’era turboibrida.

    La vera domanda, infatti, non è perché mai la Ferrari non sia stata fortissima in questo inizio di Campionato 2019, bensì questa: perché mai la Mercedes non avrebbe dovuto essere fortissima?

    La Mercedes ha non dominato, bensì sottomesso ogni possibile avversario dal 2014 in poi ma ha vissuto, nelle ultime due stagioni, momenti in cui qualcuno, segnatamente la Ferrari, è sembrato in grado di scalfire questo stato di fatto, almeno nelle premesse e nella prima metà del campionato. Certo, si è ripresa, rapidamente e senza esitazioni, anche perché, al massimo, ha rischiato il pareggio. Ma intanto ha rischiato, una condizione di per sé aliena rispetto a quella abituale.

    Ciò premesso, come abbiamo potuto pensare che la Mercedes avrebbe accettato di retrocedere, da protagonista assoluta dell’era turboibrida, a semplice contendente? Perché, alla maniera della Silvia leopardiana, all’apparire del vero cademmo miseri, boccheggiando di fronte agli esiti disarmanti e deludenti di quattro Gran Premi, diversissimi fra loro per ogni genere di caratteristica ma drammaticamente identici per quanto riguarda il risultato finale? Perché non evidenziamo che le sconfitte della Ferrari sono dovute anche e in gran parte al grande lavoro della Mercedes?

    Non è forse azzardato, allora, alla sesta stagione, affermare che ancora non conosciamo davvero il nemico, se ci facciamo sorprendere dalla sua capacità di mantenersi superiore , nonostante i progressi e i valori in campo progressivamente avvicinatisi. Iniziamo col riflettere su qualche caratteristica della scuderia campione del mondo in carica che è evidente perfino agli occhi di chi sta dall’altra parte del televisore.

    Mercedes ha percorso quasi settemila chilometri durante i test prestagionali con assoluta e inquietante regolarità, senza alcun picco velocistico ma anche e soprattutto senza alcun accenno di guasto. E i test contano. Sempre. Non solo quando fa comodo trastullarsi con certi risultati oppure, di converso, atteggiarsi a esegeti del lungo periodo negando valore alla prestazione singola.

    Da quando è stata costruita la squadra, non ha mostrato nessun cedimento, nemmeno di facciata: resta la collaudata e inveterata abitudine di volare basso, di indicare in questo o quello il favorito di turno, spostando la tensione, la pressione, l’attenzione e l’aspettativa sui rivali, per poi godere doppiamente dei risultati positivi quando, puntualmente, arrivano. Un’abitudine che, nonostante sia appunto collaudata e inveterata, ancora riverbera effetti non disinnescabili su avversari e pubblico. E sui social fanno pure i simpatici!

    Adopera cinismo somministrato a schiaffoni, finché, una volta accettato, non viene visto come realismo: l’ars gratia artis dello sportivo puro, il romanticismo, la nobiltà del cadere per poi rialzarsi sono concetti edificanti e molto belli, ma alla Mercedes piace gareggiare finché conviene, finché gli ingenti investimenti in macchine, mezzi, uomini e marketing danno un riscontro più che positivo, mondiale. Altrimenti se ne va, come ha già fatto in passato, lasciando agli altri il blasone e l’onorabile fedeltà alla categoria.

    La Mercedes è paragonabile a uno di quei robottoni da cartone animato giapponese che hanno irrimediabilmente rovinato tanti attuali adulti, quelli che diventavano giganteschi e imbattibili dopo che più parti singole si aggregavano assieme: in questo caso si sono unite massima efficienza organizzativa e gestionale, perfetta padronanza della tecnologia motoristica e aerodinamica, enormi investimenti, abilità politica e attitudine rilassata, il tutto in un meccanismo collaudato e ben oliato. A queste considerazioni vanno aggiunti i piloti: se riesci a far andare alla grande anche un Bottas, dopo una stagione deludente come il 2018, nella quale gli hai fatto mandare giù più tappi che champagne, hai ben poche preoccupazioni, se nello stesso box hai pure un Hamilton.

    Attenzione, però: non è detto che gli altri, gli avversari, siano destinati ineluttabilmente a fare la fine dei Meganoidi – già dalla sigla di partenza sai come finirà – e a consolarsi soltanto con l’avvenenza di Miss Dronio. Certo non è facile, in questa Formula 1 caratterizzata dai lungi cicli di dominio, statica nel breve periodo e per così dire vivacizzata dai cambi regolamentari, ma non è impossibile. Bisogna essere migliori di loro, sempre consapevoli che non si corre da soli e che si gioca in squadra, in un campionato lungo 21 gare.

    Per tutti gli altri, iniziare a farsi le domande giuste potrebbe esser un buon rimedio al malessere che dà ondeggiare fra aspettative e catastrofismo, annebbiati da una coltre rossa.

    2019 bottas F1 ferrari hamilton leclerc mercedes vettel
    Share. Facebook Twitter WhatsApp Telegram
    Previous ArticleVilleneuve: La rivalità tra Vettel e Leclerc è destabilizzante per la Ferrari
    Next Article Abiteboul attacca la Red Bull: Sono quel che sono grazie alla Renault
    Laura Di Nicola
    • Facebook
    • Twitter

    Laura Di Nicola | "Fatti non foste a viver come bruti, ma a seguitar rombo di motori e grandi partenze". Interagisci con me sui profili social di Circus Formula Uno o seguimi su Twitter @elledinicola e Facebook @FormulaElle On Amazon: https://amzn.to/2zq6sMF

    Altre Notizie

    F1, Stefano Domenicali: “Anni fa, mi sono trovato nella stessa situazione di Binotto”

    F1, nel 2022 la Mercedes ha trovato il faro nella tempesta

    F1, Tutti i fattori che hanno deciso il mondiale di centro gruppo

    F1, In Ferrari è tutto pronto per il dopo Binotto: organigramma, ruoli chiave e date

    F1, per il Team Haas un 2022 nel segno della progressione

    F1, UFFICIALE: Mattia Binotto lascia la Scuderia Ferrari

    adv 1
    Supporta CircusF1 quando acquisti su Amazon
    Come funziona »
    Classifica Piloti F1 2023
    Pos Pilota                 Punti
     1. Max Verstappen           0
     2. Charles Leclerc          0
     3. Sergio Perez             0
     4. George Russell           0
     5. Carlos Sainz             0
    Classifica completa »
    Classifica Costruttori F1 2023
    Pos Costruttore           Punti
     1. Red Bull               0
     2. Ferrari                0
     3. Mercedes               0
     4. Alpine                 0
     5. McLaren                0
    Classifica completa »
    adv 2
    LE ULTIME FOTO
    FOTO – DAL 1992 ad oggi
    F1 foto dal 1992 ad oggi
    Guarda tutte le FOTO »
    ULTIME NOTIZIE F1

    F1, Stefano Domenicali: “Anni fa, mi sono trovato nella stessa situazione di Binotto”

    2 Dicembre 2022

    F1, nel 2022 la Mercedes ha trovato il faro nella tempesta

    2 Dicembre 2022

    F1, Tutti i fattori che hanno deciso il mondiale di centro gruppo

    1 Dicembre 2022

    F1, In Ferrari è tutto pronto per il dopo Binotto: organigramma, ruoli chiave e date

    1 Dicembre 2022

    F1, per il Team Haas un 2022 nel segno della progressione

    1 Dicembre 2022
    CIRCUSF1 SU YOUTUBE
    Guarda i nostri VIDEO su YouTube »
    CIRCUSF1.COM

    Il primo BLOG sulla Formula 1. Gratis per te: F1 news, foto, video, piloti, team, classifiche, calendario, ticket e F1 Live.

    CircusF1 is not affiliated with Formula 1, Formula One Management, Formula One Administration, Formula One Licensing BV or any other subsidiary associated with the official Formula One governing organisations or their shareholders. Official Formula One information can be found at www.formula1.com.

    INFORMAZIONI UTILI
    • Chi Siamo
    • Pubblicità
    • Scrivici
    • Collabora con noi
    • Privacy Policy
    • Utilizzo dei Cookies
    • RSS Feed
    IL NOSTRO MOTTO

    "Ammiro tutti coloro che hanno una passione ed hanno la sapienza e la costanza di coltivarla. Sono loro il motore del mondo" | Enzo Ferrari

    ----------

    Privacy Policy Cookie Policy
    Cambia le impostazioni della privacy

    © 1997 - 2026 CircusF1.com. All Rights Reserved.

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.