Lewis Hamilton non è assolutamente appagato dai risultati ottenuti fino a questo momento. Anzi, continua a tenere d’occhio i suoi avversari, e sa bene che il circuito di Montreal potrebbe portare alcune sorprese. “E’ una pista stop/go, con lunghi rettilinei alternati a violente staccate. Sappiamo tutti che la Ferrari è la vettura più veloce in rettilineo, e anche Honda ha fatto degli ottimi progressi negli ultimi Gran Premi.- ha spiegato l’inglese- Per questi motivi, direi che ci dovremo guardare le spalle dalle Rosse e dalle Red Bull“.
Hamilton avrà però un alleato fondamentale per ovviare alla maggiore velocità delle Ferrari in rettilineo: l’aggiornamento della power unit. “Questi nuovi sviluppi arrivano proprio al momento giusto; già da qualche anno portiamo gli aggiornamenti qui in Canada, e anche quest’anno il timing è stato perfetto“. Non ha risparmiato, Lewis, i complimenti alla sua squadra: “Ci sono molte persone che lavorano duramente per questo progetto, e sono contento che i risultati in pista ricambino almeno in parte il lavoro da loro svolto”.
Ancora fresco nella memoria di tutti nel paddock è il ricordo di Niki Lauda, che per Hamilton è stato una sorta di mentore all’interno del team Mercedes. Molto interessante, durante la press conference, è stato quanto ha ricordato Lewis del suo ricordo dell’austriaco. “Con Niki non parlavamo tanto di guida; ero il suo pilota, mi aveva preso per guidare, non per dirmi come farlo. Era un elemento molto importante del mio percorso di crescita; senza di lui non sarei entrato nel progetto Mercedes. Lui mi ha sempre mostrato quanto sapesse essere sempre un pilota, quanto riuscisse ad estrarre il meglio da tutte le persone che lavoravano con lui. Mi ha aiutato molto; senza la sua presenza non avrei avuto la base per poter crescere fino al punto in cui sono arrivato”. Una cosa è certa: Lauda ha lasciato un grosso vuoto non solo nel paddock, ma soprattutto nel motorhome della Mercedes.