
Quello che si corre domenica è il 32° Gran Premio d’Austria. La gara si è disputata per la prima volta nel 1964 su un tracciato dalla forma a “L” ricavato sulle piste dell’Aerodromo di Zeltweg. A vincere fu Lorenzo Bandini con la Ferrari 156 F1-63 ma dopo quell’edizione la gara subì uno stop e la location venne abbandonata perché la superficie, in cemento anziché in asfalto, era troppo sconnessa per poter ospitare una corsa di Formula 1.
La corsa tornò in calendario nel 1970, sul nuovo circuito dell’Osterreichring, una pista di quasi sei chilometri che si snodava sui saliscendi a cavallo tra i comuni di Zeltweg e Spielberg. La Formula 1 abbandonò il circuito dopo il 1987 per tornarci dieci anni dopo, quando la pista era stata ristrutturata e accorciata a 4,3 chilometri. La nuova Spielberg ha ospitato la gara dal 1997 al 2003 rimanendo in seguito una volta ancora fuori dal calendario. Un ulteriore cambio di proprietà del circuito ha riportato il Gran Premio d’Austria in pianta stabile nel Mondiale a partire dal 2014.
Sebastian Vettel
“Il Gran Premio d’Austria piace a tutti nel paddock e anche a noi piloti. Dopotutto questo tracciato è unico, incastonato tra le montagne sulle quali, con un po’ di fortuna, si può persino scorgere qualche residuo di neve. Essere lanciati al volante di una vettura di Formula 1 e vedere intorno a sé le mucche al pascolo non è certamente cosa frequente.
Su questa pista bisogna fare tutto alla perfezione anche se è molto corta e si gira in poco più di un minuto. Anche qui è importante garantirsi una buona posizione di partenza per poter avere una buona gara la domenica. Senza dubbio è una pista sulla quale mi piacerebbe vincere, sono salito già sul podio, ma mai sul gradino più alto. Vorrei provarci”.
Bandini e Ickx
La Scuderia Ferrari ha vinto in Austria in cinque occasioni, la prima delle quali, come detto, grazie a Lorenzo Bandini. La Scuderia trionfò all’esordio anche all’Osterreichring, per merito del belga Jacky Ickx, che arrivò in parata insieme a Clay Regazzoni: le due 312 B attraversarono il traguardo staccate di appena 61 centesimi di secondo.
Irvine e Schumacher
Quasi trent’anni dopo, nel 1999, fu Eddie Irvine a imporsi, con la F399, sfruttando un duello interno alla McLaren che portò al ritiro del leader della classifica Mika Hakkinen. Le altre due vittorie sono invece state conquistate da Michael Schumacher, che si è imposto nel 2002 e nel 2003 quando il successo fu caratterizzato da un brivido. Al momento della sosta ai box della vettura di Rubens Barrichello, la sua macchina del rifornimento non funzionò: per immettere il carburante nella F2003-GA del brasiliano si fece allora ricorso alla strumentazione di Schumacher. Poco dopo, il tedesco rientrò a sua volta ma, al momento di inserire il bocchettone, la benzina rimasta dal pitstop del compagno prese fuoco provocando un’impressionante fiammata. Schumacher, impassibile e senza scendere dalla vettura, tenne d’occhio l’intervento che i meccanici della Scuderia Ferrari, lucidissimi, misero in atto e ripartì avendo perso solo una manciata di secondi. Michael, tornato in pista terzo, fu così in grado di aggiudicarsi il Gran Premio.
GP D’AUSTRIA F1, LE STATISTICHE DELLA FERRARI
GP disputati 30 Debutto 1964 (Lorenzo Bandini 1°; John Surtees Rit.) Vittorie 5 (16,66%) Pole position 7 (23,33%) Giri più veloci 5 (16,66%) Podi totali 24 (80%)