
Il 16 settembre di dodici anni fa, la Ferrari chiudeva anzitempo i conti con il titolo mondiale riservato ai costruttori aggiudicandosi matematicamente la corona d’alloro, la 15esima e penultima della sua storia, con una doppietta in pista e la “Spy Story” sullo sfondo.
Dietro a quel successo, rinforzato qualche mese dopo anche dal trionfo nel campionato piloti con Kimi Raikkonen (ancora oggi l’ultimo ad esser riuscito in una tale impresa con la Ferrari), si nascose una storia sportiva triste e dolorosa, destinata ad entrare nel libro di storia della F1 come il caso “Spy Story“.
Una vicenda che vide direttamente coinvolto il “Cavallino rampante” come parte lesa di un fatto di spionaggio industriale dai contorni clamorosi e sconvolgenti, degni di una regia hollywoodiana. Un caso che, ad anni di distanza dalla sua scoperta, viene ricordato ancora oggi come una delle pagine più buie e controverse di sempre della storia di questo sport e del team McLaren.
I FATTI
La vicenda nota con il nome di “Spy Story” ebbe ufficialmente inizio a metà del campionato 2007, quando l’allora capo-meccanico della Ferrari Nigel Stepney (probabilmente infastidito dalla mancata promozione a direttore tecnico della casa di Maranello dopo l’abbandono di Ross Brawn nel 2006) venne indicato come principale sospettato per un tentativo di sabotaggio a danno della stessa Ferrari.
Al termine del GP di Monaco infatti, all’interno dei serbatoi delle vetture di Kimi Raikkonen e Felipe Massa vennero ritrovate tracce di una polvere bianca, la quale risultò poi essere un integratore sparso volontariamente per provocare danni ai motori. Il gesto intenzionale di Stepney venne poi confermato alla fine del 2007, non prima di una duplice sentenza della FIA in merito ad un altro caso riguardante la Ferrari nel ruolo di “vittima”.
Successivamente ai fatti di Monaco, infatti, Stepney inviò all’amico e connazionale Mike Coughlan, all’epoca capo-progettista della McLaren, alcuni disegni riservati ritraenti proprio le monoposto Ferrari impegnate nella stagione 2007. Coughlan decise quindi di recarsi in una copisteria inglese per far fotocopiare gli oltre 300 disegni delle F2007. La richiesta dell’uomo-McLaren insospettì il negoziante, che contattò la Ferrari per metterla al corrente di quanto accaduto, facendo scoppiare così un caso di vero e proprio spionaggio industriale.
LA SENTENZA CHE DECISE IL MONDIALE
La FIA decise così di aprire un’inchiesta subito dopo il Gran Premio degli Stati Uniti. A luglio 2007 la Federazione emise il proprio verdetto, giudicando la McLaren colpevole per “essere entrata in possesso di informazioni confidenziali”, nonostante la difesa dei legali del team britannico che ritennero come la squadra fosse completamente estranea ai fatti.
E infatti, proprio per l’assenza di prove a danno della McLaren, la FIA non inflisse penalità o sanzioni nei confronti della McLaren. In estate però, la sentenza venne completamente ribaltata in seguito ad una seconda inchiesta. La scintilla che fece traboccare il vaso fu la scoperta di uno scambio di mail tra i piloti Fernando Alonso e Pedro de la Rosa (rispettivamente pilota ufficiale e collaudatore in quel tormentato 2007), in cui venivano citate informazioni riservate riguardanti la Ferrari.
I legali della casa di Maranello indicarono lo scambio di mail e di sms come la prova ufficiale della colpevolezza della McLaren, tanto che il 13 settembre la FIA emise il suo pesantissimo verdetto: l’annullamento dei punti conquistati dalla McLaren in quell’anno ed una multa di 100 milioni di dollari.
Per Nigel Stepney, invece, la Federazione agì nei suoi confronti con una breve interdizione dal mondo della F1, ma che segnò la fine dell’esperienza del tecnico britannico nel circus. Rientrato come consulente nel 2010 nella categoria LMP1, Stepney morì poi nel maggio 2014 in seguito ad un gravissimo incidente stradale.
LA FERRARI VINCE CON LA MCLAREN FUORI DAI GIOCHI
Il 16 settembre 2007, tre giorni dopo la squalifica della McLaren, la F1 fa tappa a Spa-Francorchamps per il Gran Premio del Belgio.
Ritrovatasi improvvisamente sola al comando della classifica costruttori, alla Ferrari basterebbe un buon piazzamento nella gara delle Ardenne per poter mettere le mani sul 15° titolo mondiale della sua storia. In gara, dopo aver monopolizzato l’intera prima fila in qualifica, il team di Maranello non tradirà le aspettative. Raikkonen infatti taglia per il primo il traguardo “scortato” dal suo compagno Massa, regalando una doppietta dal sapore mondiale.
Con quattro gare d’anticipo, il cavallino vince così anzitempo il titolo mondiale costruttori, concedendosi poi il “bis” con una clamorosa vittoria anche nel campionato piloti, conseguita in un pazzo Gran Premio del Brasile. A vincere la gara, ed il titolo, sarà infatti Kimi Raikkonen, capace di laurearsi campione del mondo per la prima ed unica volta in carriera al suo anno d’esordio in Ferrari, stabilendo un’impresa non ancora replicata da nessun altro pilota fino ad oggi.
Nel 2008, la Ferrari riuscirà a replicare la vittoria nel mondiale costruttori per la 16° ed ultima volta fino a questo momento, ma perdendo il titolo piloti per un soffio, questa volta con Felipe Massa, sempre in un altrettanto folle GP del Brasile.