
Il tragico incidente di Anthoine Hubert, durante gara-1 di F2 a Spa, ha dato il “la” a diverse opinioni sullo stato attuale della sicurezza nel Motorsport; fra queste, non poteva mancare all’appello quella di Jacques Villeneuve, ormai famoso per le sue dichiarazioni al vetriolo.
Il Campione del Mondo 1997, in un’intervista alla Tv belga RTBF, ha infatti puntato il dito contro i piloti più giovani, affermando che “quando scendono in pista si comportano come se stessero ancora al simulatore. Rispetto al passato hanno meno stress, meno adrenalina, non hanno la stessa concezione del pericolo e degli enormi rischi che corrono ogni volta che gareggiano”.
Interrogato a riguardo, Lando Norris, pilota McLaren classe ’99, non ha esitato a rispedire al mittente, in maniera altrettanto piccata, le insinuazioni del canadese: “Nonostante i grandi miglioramenti fatti nel campo della sicurezza, noi giovani siamo perfettamente consapevoli dei pericoli che corriamo; chiaramente, sappiamo di poterci prendere più rischi rispetto a quanto non si facesse ai suoi tempi, ma i simulatori non c’entrano nulla. Ha solo trovato una scusa per metterli in mezzo”.
Per quanto riguarda l’incidente di Hubert, invece, il britannico della McLaren ha parlato di un “effetto domino, causato da un errore non grave”, ma ha tenuto a sottolineare: “Anche se non so di preciso cosa sia successo, so per certo che nessuno di loro stava facendo qualcosa di stupido e nessuno si è preso rischi eccessivi. Qualcosa di piccolo si è trasformato in qualcosa di molto più grande”.
“Il fatto che siano giovani non significa che siano spericolati, è stata semplicemente una situazione molto sfortunata. E’ inutile cercare scuse o colpevoli”, ha concluso Norris.
Scritto da: Davide Leone