
Quello che si corre nel fine settimana è il ventesimo Gran Premio del Messico. La gara si è sempre disputata sullo stesso circuito, che nel corso degli anni ha cambiato nome e layout. La pista sorge a Città del Messico, nei pressi del grande polo sportivo Magdalena Mixhuca di cui portava il nome, un’area non distante dal centro della megalopoli che avrebbe ospitato anche le Olimpiadi del 1968. Il tracciato si caratterizza per un lungo rettilineo, un settore centrale misto e una parte finale che, prima dei cambiamenti introdotti nel 2015, ricordava in qualche modo la pista di Monza con una curva parabolica detta appunto “Peraltada”.
Alla vigilia del Gran Premio del Messico il pilota monegasco della Ferrari ha detto: “Il circuito del Messico è del tutto particolare. Si gareggia oltre i duemila metri e tutti i team scendono in pista con il massimo carico aerodinamico ma, nonostante questo, la vettura si comporta in maniera strana e il livello di grip è sempre molto basso”.
Leclerc ha anche aggiunto: “Su questa pista ho avuto modo di disputare una sessione di prove libere nel 2017 e la gara dello scorso anno, quindi posso dire che si tratta di uno dei tracciati che conosco di meno. Detto questo, per le caratteristiche che lo contraddistinguono questo circuito mi piace, anche per via dei muretti che sono sempre molto vicini e a me come pilota piacciono parecchio. Anche l’atmosfera è speciale, come lo è guidare nella zona dell’Arena nella quale è possibile vedere le due ali di pubblico che fa il tifo sugli spalti”.