
L’ex pilota di Formula 1 e della Ferrari, Eddie Irvine, in una lunga intervista sul blog L’Insider, ha voluto dire la sua sulla rivalità tra Sebastian Vettel e Charles Leclerc.
L’irlandese di Newtownards che esordì in Formula 1 al volante della Jordan nel 1993 per poi passare alla Scuderia di Maranello nel 1996, oltre a rispondere alle domande sul duello Vettel-Leclerc, ha affrontato anche altri temi importanti sul Circus: dalle differenze tra la le F1 di oggi e quella degli anni 2000 al suo rapporto con Michael Schumacher da chi potrebbe essere il nuovo Irvine al diverso approccio alla guida degli attuali piloti rispetto agli anni in cui lui correva nella massima serie dell’automobilismo sportivo.
Qui sotto vi riportiamo alcune delle risposte più significative di Irvine, rimandandovi a L’insider per l’intervista completa.
Quali sono le differenze tra la Formula 1 del 2000 e quella del 2020?
“Oggi ci sono sicuramente molte più gare rispetto a prima – ha detto Irvine -. Noi avevamo molti più test e meno gare, ora ci sono più Gran Premi e meno prove. Inoltre oggi ci sono molti più simulatori di gara in Formula 1 che non credo aggiungano molto allo sport. Poi ci sono questi nuovi circuiti moderni: alcuni sono fantastici come Singapore o Baku, altri sono magnifici ma le vie di fuga sono enormi e sono troppo sicuri. Non voglio dire che un pilota debba perdere la vita ma se commette un errore, dovrebbe pagare un prezzo o quanto meno perdere una posizione o non essere in grado di tornare in pista. Per me correre in pista significa spingere al limite ma senza commettere errori; ora invece vedi questi ragazzi commettere errori ma poi ritornare in pista!”.
Oggi è più facile o difficile fare il pilota rispetto a prima?
“Non penso che il livello di abilità dei piloti fosse diverso ma credo che, nel corso del tempo, la qualità dei piloti attuali sia perfino superiore rispetto ai miei tempi. Ritengo che la F1 non sia più così dura, le monoposto ora sono estremamente valide: prima dovevi cambiare marcia guidando la maggior parte del Gran Premio con una sola mano mentre ora hanno levette dietro il volante e si possono concentrare sulla guida. Le cose sono cambiate ma c’è un’abilità diversa e ora penso che debbano guidare in maniera perfetta perché tutto il resto è già stato messo a punto per loro”.
Cosa ne pensi del duello Leclerc-Vettel?
“L’ho detto all’inizio dell’anno e mi presero per pazzo. Dissi che Vettel era un bersaglio facile e che Leclerc aveva ottime possibilità di batterlo. Questo perché non credo che sia letteralmente un quattro volte campione del mondo. E’ sì un gran pilota ma commette un sacco di errori e io non ho mai pensato che fosse davvero così veloce. L’abbiamo visto quest’anno, l’abbiamo visto con Ricciardo e l’abbiamo rivisto con Leclerc”.
Continuando a parlare della rivalità tra i due piloti della Ferrari, Irvine ha aggiunto: “Penso che in Ferrari dovrebbero concentrarsi su Leclerc ma, come avete visto in alcune gare, non l’hanno fatto perché non si poteva sacrificare Vettel perché è il 4 volte campione del mondo. Penso che per Binotto sia una delle decisioni più difficili da prendere per arrivare al top perché credo che Vettel possa fare abbastanza danni alle chance che Leclerc ha di vincere il titolo, cosa che non credo possa fare Bottas con Hamilton”.
Dopo aver corso per Jordan e per la Scuderia di Maranello, Irvine concluse la sua carriera in F1 nel Team Jaguar. Fu però alla guida della Ferrari che l’irlandese ottenne il suo miglior risultato in carriera: nel 1999 infatti, anno dell’infortunio di Schumacher, Irvine conquistò la corona di vice campione del mondo piloti alla spalle di Mika Hakkinen.
E proprio su come gestiva il suo rapporto con Schumacher, Irvine ha parlato nell’ultima parte dell’intervista: “Non abbiamo mai avuto problemi. Michael era più veloce e io facevo quello che potevo ma Michael era semplicemente velocità pura”, ha chiosato l’irlandese.