
La Mercedes nel 2019 si è resa protagonista dell’ennesima stagione da record, centrando la sesta accoppiata consecutiva di titoli piloti e costruttori. Il team della Stella a tre punte ha battuto il record di titoli consecutivi che apparteneva alla Ferrari dell’era Schumacher-Todt. La dimensione di questa impresa non va ricercata soltanto nei numeri e nelle vittorie, ma anche e soprattutto nella considerazione che il team ha saputo realizzare questo filotto nonostante ben due rivoluzioni regolamentari.
All’inizio dell’era turbo ibrida la Mercedes ha capitalizzato il vantaggio legato alla propria power unit, le cui prestazioni sono risultate inarrivabili per la concorrenza. La stagione appena conclusa ha però consacrato la W10 come la vettura dotata del miglior telaio in assoluto. Il livello di carico aerodinamico ha un po’ inficiato sull’efficienza, com’è emerso anche dal resoconto delle speed trap. La compagine di Brackley si era presentata ai test di febbraio in difficoltà e il giudizio unanime identificava la Ferrari come chiara favorita. Lo stesso Toto Wolff si era detto preoccupato dai riscontri emersi a Barcellona.
Il processo di comprensione del pacchetto tecnico ha chiaramente margini esponenziali, in special modo all’inizio di una stagione. Il verdetto della pista ha raccontato ben altro rispetto alle previsioni della vigilia, avvallate con maestria da Wolff e piloti. Il team ha raccolto cinque doppiette nelle prime cinque gare, altro record assoluto nella storia della Formula 1.
La seconda parte di stagione si è rivelata meno dominante, complice anche la crescita di Ferrari e Red Bull. Ciononostante, dal rientro dalla pausa estiva Mercedes è comunque il team ad aver vinto più gare, cinque contro le tre di Ferrari e l’exploit di Verstappen in Brasile.
La pagina nera della stagione è certamente il weekend di Hockenheim. Le premesse per festeggiare i 125 anni del marchio Mercedes nel motorsport erano ben presenti, data la pole di Hamilton e la gestione della prima parte di gara. Gli errori a catena di team e piloti hanno portato alla sfuriata di Wolff, scagliatosi contro i festeggiamenti che avrebbero distratto la squadra dall’obiettivo. La debacle è stata clamorosa ma è rimasta una singola nota stonata all’interno di una grande stagione.
La W10, al contrario delle progenitrici, è stata una vettura incredibile nella gestione delle gomme Pirelli. Altro fattore a favore è stato certamente l’affidabilità: nell’arco di tutta la stagione l’unico ritiro per cause tecniche è arrivato con Bottas alla penultima gara.
Rispetto alle precedenti due stagioni, Mercedes ha iniziato a macinare vittorie da subito, chiudendo di fatto entrambi i campionati prima della pausa estiva. Nel 2017 e soprattutto nel 2018 la squadra aveva mostrato una grande capacità di reazione dopo una prima parte di stagione più zoppicante. È un team che ha nella vittoria la propria ossessione e i successi ha raffica hanno cementato un gruppo davvero straordinario.
La ricerca delle perfezione e la mentalità vincente va ricercata nel leader di questa struttura, Toto Wolff. Interpellato a margine dell’ultimo Gran Premio di Abu Dhabi e invitato a dare un voto al suo team, si è limitato a un 7,5 per la prima parte di stagione e a un 7 per la seconda. La Mercedes ha vinto un totale di 15 gare sulle 21 disputate, il tutto condito da 10 pole position.
L’obiettivo per il 2020 non può che essere quello di continuare a vincere. A Brackley e Brixworth dovranno lavorare in particolar modo sull’efficienza e sulla power unit per contrastare la Ferrari anche sui tratti rettilinei. In attesa della rivoluzione tecnica e sportiva che interesserà la categoria nel 2021, la Mercedes vorrà aggiungere un altro titolo alla propria prestigiosa bacheca.
La Mercedes dovrà anche definire il rinnovo del Patto della Concordia con Liberty Media. A meno di clamorosi strappi, la presenza del marchio in Formula 1 anche dal 2021 in poi non sembra in pericolo. Nel quartier generale del team avranno tutto il diritto di godersi la festa dopo le vittorie della stagione, ma la sensazione è che torneranno presto al lavoro, con ancor più motivazione.