
I dubbi e le incertezze riguardo il binomio con Honda sono stati spazzati via da una stagione comunque positiva, in cui la macchina si è rivelata competitiva almeno per lottare con la Ferrari, e che fa guardare con fiducia al prossimo anno.
Lo scorso anno, di questi tempi, la Red Bull si accingeva a cominciare un nuovo percorso insieme alla Honda, con molti dubbi e poche certezze. Infatti, dal ritorno in Formula 1 al fianco della Mclaren, la casa nipponica non aveva brillato particolarmente, al punto da suscitare parecchie perplessità attorno ad essa. Le cose, tuttavia, quest’anno sono decisamente cambiate.
I numeri della stagione della scuderia austriaca sono sicuramente positivi: 3 vittorie, 2 pole position, 9 podi, terzo posto nella classifica costruttori e anche in quella piloti con Max Verstappen. Al di là delle statistiche, ciò che ha colpito particolarmente della Red Bull è stata la costanza avuta per tutto il campionato.
Infatti, se fino alle scorse stagioni la macchina ideata da Adrian Newey rendeva solo su un certo tipo di piste, quest’anno invece abbiamo assistito a ottime prestazioni anche su tracciati sulla carta non adatti. E ciò è stato possibile anche grazie all’ottimo lavoro svolto dalla Honda, capace di creare un motore sia affidabile, sia efficiente a livello di velocità. Chiaramente, questi risultati sono frutto, oltre che della sapiente gestione di Chris Horner, anche del talento immenso di “mad Max”, che sembra avere ormai raggiunto la piena maturità.
A questo punto è lecito chiedersi cosa aspettarsi dalla Red Bull la prossima stagione. La strada tracciata in quella appena conclusa rappresenta un ottimo punto di partenza; è ovvio, però, che gli obiettivi non potranno più essere delle semplici vittorie o l’ottenere un buon numero di podi, ma si dovrà necessariamente alzare l’asticella. Infatti, il 2021 incombe, e il contratto di Verstappen, prossimo a compiere 23 anni, scadrà alla fine del prossimo anno. Di conseguenza, per convincere l’olandese a rinnovare, evitando così che emigri verso altri lidi, servirà costruire una macchina che punti a vincere il mondiale. Impresa impossibile? Al 2020 l’ardua sentenza.
Scritto da: Vincenzo Zurzolo