Nel nostro bilancio post stagionale abbiamo identificato la scuderia di Woking come la sorpresa del campionato da poco andato in archivio. Fra i meriti del team inglese c’è sicuramente quello di essersi assicurata una coppia di piloti che ha contribuito al raggiungimento degli ottimi risultati del 2019. Il giusto mix fra l’esperienza di più di 100 GP da parte di Carlos Sainz e il talento di una nuova leva come Lando Norris, si è rivelata una chiave importante per far sì che la McLaren compiesse un salto di qualità importante nel corso di questo campionato.
Per quanto riguarda il pilota Spagnolo, prima dell’inizio della stagione la scelta del team inglese come nuova avventura nel Circus iridato, nascondeva numerose incognite legate soprattutto al recente passato della squadra, perlopiù negativo. Ma quasi sin da subito le numerose incertezze hanno lasciato spazio ai fatti e ai risultati. Il pilota iberico di famiglia Red Bull, dalla quale è uscito proprio al termine del 2018, nonché proveniente da Toro Rosso prima e Renault poi, può ora guardare con fiducia al futuro dopo aver disputato la sua migliore stagione in F1.
Lando Norris invece, si era messo sotto una buona luce già ai tempi delle categorie propedeutiche, quando aveva mostrato numerosi elementi positivi che lo hanno portato alla promozione nel team di Zak Brown. Ma quando si sta sul palco dei grandi, le valutazioni, le pressioni e le critiche sono sempre dietro l’angolo. L’inglese ha però ben figurato già dai primi chilometri nella massima categoria e, a motori spenti, possiamo affermare come l’ormai ex-rookie abbia mostrato un talento puro pronto a sbocciare definitivamente nei prossimi anni.
Il confronto in numeri
Guardando ai numeri e alle classifiche, a spuntarla nel testa a testa all’interno del garage è stato Carlos Sainz che ha conquistato il doppio dei punti, 96, del giovane inglese che ne ha raccolti 49. Lo spagnolo ha disputato una stagione perfetta coronata con il sesto posto nel mondiale alle spalle di cinque top drivers e davanti ad Albon e Gasly, che hanno entrambi disputato una parte di stagione in Red Bull. Ciò non toglie i meriti al compagno di squadra Norris che oltre ad aver messo in luce tutta la sua stoffa, ha potuto chiudere il campionato appena fuori dalla top 10, di poco alle spalle di due piloti che non sono gli “ultimi arrivati”, ovvero Daniel Ricciardo e Sergio Perez.
Nel confronto sul giro secco, a prevalere è stato proprio il ventenne di bandiera inglese, che ad Abu Dhabi si è assicurato la leadership nel paragone in qualifica con Sainz, davanti alla quale si è piazzato per undici volte contro dieci. Norris conta una lunghezza di vantaggio sul compagno anche nel numero di Q3 disputati (14-13). In gara però la statistica si inverte e si sposta così sul pilota madrileno che per 13 volte ha chiuso un Gran Premio davanti al compagno di colori. In tale orizzonte ha evidentemente influito l’esperienza di cinque stagioni al volante di una F1 di Sainz, che conta anche di un ritiro in meno.
Una domanda insidiosa
I due hanno sempre mostrato un ottimo feeling reciproco nel corso di questa prima stagione insieme, un rapporto che ha inciso positivamente sul ritmo di una squadra che abbiamo visto crescere non poco. La McLaren sta quindi programmando, seppur a piccoli passi, un ritorno fra i piani alti e dunque sorge spontaneo chiedersi: l’ottimo rapporto fra i due rimarrà tale anche se la scuderia dovesse tornare a competere per le posizioni di vertice?
