
Le due sessioni di test andate in scena a Barcellona hanno dato qualche indicazione circa il lavoro svolto dai team durante l’inverno. I riscontri vanno però analizzati con molta cautela visti i precedenti e considerando i programmi di lavoro diversi delle squadre. Al contrario delle scorse stagioni, la Mercedes ha iniziato forte da subito con una W11 che non può definirsi una mera evoluzione della progenitrice, bensì un progetto estremo per chiudere da vincitori un ciclo dominante. Hamilton e Bottas hanno totalizzato poco più di 900 giri pur patendo qualche problema di affidabilità inusuale in casa Mercedes.
Il DAS – Dual Axes Steering – ha capitalizzato l’attenzione di addetti ai lavori e media di settore, nonostante secondo alcuni esperti possa essere solo un’innovazione visibile con l’intento di celarne altre ancor più significative. Valtteri Bottas ha ottenuto il miglior tempo combinato in 1.15.732: crono segnato nel terzo giorno con mescola C5. Il primo inseguitore è Verstappen, che ha pagato un divario di mezzo secondo. Più attardato Lewis Hamilton, quinto tempo a 678 millesimi dal compagno a parità di mescola. Il campione del mondo è però stato il riferimento assoluto nelle simulazioni di passo gara.
Toto Wolff ha invitato alla cautela nonostante i responsi dei test, ricordando quanto successo nel 2019: “Mi ricordo l’anno scorso: la Ferrari era molto forte nei primi test e poi in Australia abbiamo vinto noi. Serve cautela, si devono capire i carichi di benzina, ma la vera prova della verità sarà Melbourne. La nostra macchina va meglio nelle curve veloci ed è un po’ più bilanciata”. Il team principal ha anche commentato le prime indicazioni arrivate dalla W11: “Abbiamo iniziato a pensare al DAS 3 anni fa ed è un sistema in fase di sviluppo. Non vediamo ancora che effetto fa perché non dà un secondo di vantaggio, ma tante piccole cose insieme aiutano”. Quanto agli avversari, il numero uno del muretto Mercedes ha accreditato alla Ferrari un margine di un secondo a livello power-unit e ha segnalato l’ottimo inizio della Red Bull: “È sempre pericoloso analizzare i test e la Ferrari la vedo abbastanza forte. La Red Bull è veloce, forse un po’ di più della Ferrari, ma la verità la conosceremo soltanto a Melbourne”.
Nel commentare i test di Barcellona, Hamilton si è concentrato sui problemi di affidabilità che hanno complicato il lavoro della Mercedes e del team cliente Williams: “Complessivamente abbiamo completato un buon test, ma non possiamo dire che sia stato perfetto perché abbiamo rilevato una serie di problemi che stiamo cercando di risolvere. Non so quanto tempo richiederanno l’analisi e soluzione di questi imprevisti, ma se vogliamo vederla in modo positivo è meglio aver identificato queste problematiche durante i test piuttosto che in un weekend di gara”.
Il team con sede a Brackley è ricorso all’utilizzo di ben tre power-unit nei test di Barcellona, scenario atipico se si considera l’ottima affidabilità di cui hanno quasi sempre goduto in Mercedes. Nonostante questi problemi, il pilota inglese ha potuto tastare con mano la nuova W11: “Non ho idea di dove ci troviamo rispetto ai nostri avversari. Il team probabilmente avrà un’idea più chiara della mia, ma posso dire che mi sento a mio agio e credo di avere tutto per tirare fuori il pieno potenziale già da Melbourne. Solo lì scopriremo se sarà sufficiente per confermarci davanti a tutti”.
Valtteri Bottas, a caccia del primo alloro iridato in carriera, è parso ancora più soddisfatto della nuova vettura Mercedes: “Penso che possiamo essere felici di aver sfruttato al massimo i test invernali, perdendo solo poco tempo per alcuni piccoli problemi. Ho già un buon feeling con la macchina ed è stato positivo fare run brevi e lunghi, così come prove di partenza. Sento che abbiamo fatto un passo avanti nella maggior parte delle aree della macchina. Adesso abbiamo due settimane importanti prima della gara d’esordio per mettere in pratica ciò che abbiamo imparato nei test”.