
La sicurezza di non averne: questo ci hanno lasciato i test in quel del Montmelò. Siamo certamente abituati a non dare troppo peso al febbraio di Formula 1 che sono un po’ tutto e un po’ niente, ma è chiaro quanto in questi test 2020, quasi tutte le squadre abbiano giocato a nascondino, tirando l’amo agli altri team, senza che nessuno, però, sia caduto nella trappola. La Mercedes si dovrebbe confermare la macchina da battere, con la Red Bull subito dietro insieme ad una Racing Point dotata di una Mercedes W10 dipinta di rosa. E la Ferrari?
E’ quello che si chiedono tutti, dai tifosi, ai piloti, ai team principal degli altri team: la condizione attuale della Rossa rimane un autentico mistero. Certo è che le parole di Mattia Binotto di venerdì non danno grosse speranze: la SF1000 sarà, a detta sua, non in grado di competere per la vittoria in Australia e nelle prime gare del campionato. Insomma, un pessimismo così tanto esplicito che subito si è cominciato a parlare di semplice pretattica.
Il ché ci può anche stare se si considerano due fattori interessanti: il passo gara costante e veloce di Charles Leclerc con gomma C2 di venerdì, al netto dei carichi di benzina di cui non siamo a conoscenza, e, soprattutto, la velocità massima in fondo al rettilineo fatta registrare proprio da Leclerc nel suo giro veloce; solo 310 km/h contro i 336 Km/h dell’Alfa Romeo di Kimi Raikkonen che monta lo stesso motore Ferrari.
Qualcosa non torna: o la SF1000 è davvero una macchina nata male e, quindi, Binotto preferisce mettere da subito le cose in chiaro senza far volare in alto inutilmente i suoi tifosi, oppure può davvero giocarsela con le frecce d’argento. Probabilmente la seconda. C’è da considerare, poi, la polemica scaturita dalla sentenza della FIA che sembra aver chiarito la vicenda sulla presunta irregolarità del motore Ferrari in versione 2019: i dettagli dell’indagine sono rimasti tra le parti e questo ha fatto scoppiare il finimondo, con alcune testate tedesche che hanno riportato addirittura un grave deficit di potenza della Power Unit di Maranello, a detta loro totalmente riprogettata.
Questo però può essere tranquillamente confutato dai dati sulle velocità di punta citati poc’anzi: il motore Ferrari ha nel taschino i 336 km/h fatti registrare dall’Alfa e, per questo, non c’è da temere; Vettel e Leclerc hanno solamente fatto le loro simulazioni di qualifica a regimi di motore molto bassi, senza spingere più del dovuto. Da questo punto di vista, forse, il parere di Toto Wolff rimane quello più sensato: il team principal della Mercedes ha, infatti, affermato che in Ferrari possono ancora migliorare di un secondo a giro i loro tempi solo con le mappature del motore.
Rimane, comunque, il problema del drag in rettilineo che, con il cambiamento di filosofia della macchina rispetto alla scorsa stagione, è inevitabile e sarà risolto piano piano nel corso dell’anno e con i vari pacchetti di aggiornamento. Ovviamente, ciò ha portato dei grandi benefici sul carico aerodinamico e a testimoniarlo è una Rossa che, nel fatidico ultimo settore di Barcellona, risulta più veloce e scorrevole.
E’ una Ferrari che lascia un po’ senza parole e, per certi punti di vista, indispettiti i suoi concorrenti: poco o nulla si è capito e, per questo, si montano ipotesi, a volte, anche tirando a indovinare. Solo domenica 15 marzo sapremo la verità, quando si spegneranno i semafori a Melbourne e si aprirà il sipario della stagione 2020. In Bocca al Lupo Cavallino Rampante.

