
Stefano Domenicali intervistato da Giorgio Terruzzi. L’ex Team Principal della Scuderia Ferrari, ora AD di Lamborghini giudica il lavoro di Mattia Binotto, ricorda i suoi anni vincenti in F1 e parla di piloti e regolamenti.
Qui sotto un breve estratto di alcune domande e risposte. L’intervista completa di Sergio Teruzzi su Corriere.it
Giorgio Terruzzi: Della Ferrari è stato team principal dal 2008 al 2014. Come giudica il lavoro del suo amico Mattia Binotto?
Stefano Domenicali: Sono convinto che abbia fatto bene sia come direttore tecnico, sia come Team Principal, un fronte sul quale ha imparato in fretta, dimostrando abilità ed equilibrio. Credo che lo scorso anno molte energie le abbia destinate alla gestione dei piloti. I campioni non sempre rispettano le indicazioni della squadra, soprattutto se sono in due a inseguire le proprie ambizioni. D’altro canto, sono loro al centro della scena e questo determina un fronte esposto, una attenzione continua dietro le quinte”.
GT: Già che ci siamo: grandi piloti visti da vicino. Chi ricorda più spesso?
SD: Alonso e la sua impressionante abilità matematica, un computer velocissimo nell’analisi di ogni strategia, di qualunque scenario. Raikkonen e la sua sorprendente sensibilità , emotività , altro che Iceman. Massa e la sua tenacia, partiva ad handicap comparato a compagni formidabili ma ne veniva fuori, ammirevole. Badoer e il suo coraggio, la sua dedizione alla causa Ferrari. E, ovviamente Schumacher. Mai vista una cura del dettaglio così accanita. Un uomo dotato di una determinazione spaventosa. Per me, per ciascuno di noi fu un’avventura molto istruttiva, indimenticabile”.
GT: Ma lei, al fianco di Leclerc, chi metterebbe?
SD: È una domanda per Mattia. Charles ha talento, forza mentale e un contratto a lungo termine. Servirà una vettura competitiva. Il resto sono problemi meno rilevanti”.
GT: Una Ferrari pronta a dedicarsi a discipline motoristiche alternative alla F1. La minaccia è concreta?
SD: Non penso. Intanto mi pare che nelle traduzioni delle interviste, da una lingua all’altra, si perda spesso qualche dettaglio significativo. E poi questa è una fase tattica. Credo che Binotto stia cercando di fare il possibile per difendere la tradizione e la realtà del Cavallino. Tutto qui. Anche perché gli altri fronti del motorsport, in pratica, non esistono”.
GT: Liti e sospetti sul motore Ferrari, la Fia opposta ai team, un caos in Australia all’alba della quarantena da virus, il Mondiale in forse. Quanto è profonda la crisi della F1?
SD: “Le polemiche sulle regole tecniche e sportive sono un classico, sempre esistite. C’è un regolamento. Possiamo cambiare le norme ma non mi pare che siano emerse infrazioni. Comunque, ogni discussione sul 2019 spero sia acqua passata, non avrebbe alcun senso continuare a litigare. Adesso, la stabilità è fondamentale per ripartire in sicurezza e, aggiungo, con l’opportunità di cambiare ciò che è in discussione da anni. Norme tecniche, norme sportive ed economia dei team, rispettando chi lavora”.
L’intervista completa di Sergio Teruzzi su Corriere.it