A ‘La politica nel pallone’, Luca Cordero di Montezemolo è intervenuto con un lungo commento sull’attuale crisi della Ferrari.
“Per me la Ferrari rappresenta la cosa più importante della mia vita, dopo la mia famiglia”, ha esordito così Montezemolo che poi è entrato sui problemi della Scuderia di Maranello.
“Quello che stiamo vedendo nasce da lontano – ha detto l’ex Presidente Ferrari -. Il 2014 fu l’anno peggiore: cambiò il regolamento con l’introduzione della Power Unit in cui la Ferrari non era preparata. Abbiamo sottovaluto e abbiamo pagato caro ma già nel 2015 la monoposto era abbastanza competitiva”.
“Il problema di oggi è l’organizzazione – ha proseguito Montezemolo -. La Ferrari ha un’organizzazione diversa da tutte le altre squadre. Mattia Binotto, un giovane alle prime armi come Direttore Tecnico che ha anche la responsabilità della gestione sportiva, dei piloti, politica dei regolamenti. In questi anni non sono state fatte delle macchine competitive. Sono stati fatti degli errori: quando tu ti liberi di un Direttore Tecnico come James Allison e pensi di fare tutto in casa commetti un errore”.
“La F1 è un po’ come il calcio internazionale – ha proseguito Montezemolo – : non devi guardare il passaporto, devi cercare di prendere le persone migliori nei singoli punti. Oggi sono molto preoccupato e vedo molto difficile uscire da questa situazione: gare ogni settimana, c’è il tema che i regolamenti dell’anno prossimo non cambieranno quindi se tu lavori per rifare questa macchina metti a rischio il 2022 sul quale devi già cominciare a lavorare oggi”.
Infine l’ex Presidente ha concluso dicendo: “Binotto è solo e con troppe responsabilità. Rifondazione è una parola eccessiva ma questa organizzazione non va bene per la Formula 1 di oggi”.
Quello che ha detto oggi Montezemolo, lo abbiamo sempre detto sin dal primo giorno della nomina di Mattia Binotto. Ora il Team Principal è solo ma è solo anche perché non ha avuto né il coraggio né la forza di imporre una sua organizzazione diversa da quella che aveva immaginato Sergio Marchionne ma sulla quale, siamo sicuri, il compianto manager italo-canadese, avrebbe apportato correttivi nel momento in cui avesse intravisto qualche criticità!