
Lo abbiamo atteso a lungo, ed in qualche modo la pazienza di noi appassionati è stata ricambiata come meglio non si poteva immaginare. Il campionato di Formula 1 2020 è finalmente cominciato, e le emozioni che abbiamo vissuto in questo fine settimana hanno idealmente dato uno schiaffo alle preoccupazioni, alle ansie ed ai dolori di quest’ultimo periodo fortemente condizionato dall’emergenza Covid-19.
La Formula 1 è tornata ufficialmente, e lo ha fatto in grande stile senza far mancare nulla a coloro che amano la categoria: colpi di scena, sorpassi, polemiche ed errori.
Viene quasi difficile sintetizzare i cinque momenti più significativi del Gran Premio d’Austria nella nostra Top 5, ma mai come oggi siamo felici di poter riavvolgere il nastro di un weekend di gara analizzando tanti episodi, tutti diversi e determinanti.
Domenica sarà ancora tempo di gara sullo stesso identico circuito di Spielberg, ma ieri si è conclusa la storia del GP d’Austria 2020, e da un certo punto di vista ci è dispiaciuto che fosse finito.
1 – Bottas conquista la prima pole dell’anno e “penalizza” Hamilton
In molti avrebbero scommesso sul nome di Lewis Hamilton come primo poleman del campionato 2020, con l’inglese favorito dal ruolo unico di campione del mondo in carica ed avvantaggiato da una Mercedes che non conosce crisi dal 2014. Altri, al contrario, avrebbero pensato che dalla prima casella della griglia di partenza scattasse Max Verstappen, il quale avrebbe regalato una pole in occasione della gara di casa del suo team.
E invece, nel giorno in cui le Ferrari firmano un autentico disastro sportivo (con Vettel che addirittura non riesce a superare il taglio della Q2), la prima pole position dell’anno finisce nelle mani della seconda Mercedes di Valtteri Bottas.
Il finlandese, a bordo di monoposto completamente modificata a livello cromatico per sostenere la battaglia contro il razzismo, conquista infatti il giro più veloce in pista, spodestando proprio il suo compagno di squadra. Oltre al “dispetto” cronometrico, Bottas ha riservato un altro scherzo al suo collega più diretto, effettuando un’escursione nei prati di Spielberg proprio mentre Hamilton spingeva sull’acceleratore. Con le bandiere gialle immediatamente esposte, l’inglese non ha saputo alzare il piede dall’acceleratore proprio nel punto dell’uscita di pista del compagno di squadra, subendo così una penalità di tre posizioni.
Per Valtteri Bottas è la 12° pole position della carriera, e raggiunge nella speciale classifica dei poleman Gerhard Berger e David Coulthard.
2 – Bottas vola ed aggira l’ostacolo dei numerosi ritiri
Senza la pressione diretta del compagno di squadra, ma con alle spalle un avversario comunque insidioso come Max Verstappen, il finlandese si rende protagonista di un ottimo scatto alla partenza, e da lì in poi nessuno riuscirà più ad insidiare la sua leadership.
Una vittoria convincente per il finlandese, senza sbavature e senza cedere agli attacchi diretti dei suoi avversari, nonostante i numerosi ingressi in pista della safety car.
Con ben 9 ritiri registrati nel corso del GP, la gara è stata fortemente condizionata da alcune interruzioni proprio a causa dell’ingresso in scena della vettura di sicurezza.
Tra i piloti che hanno dovuto salutare anzitempo il GP d’Austria anche nomi eccellenti, come le due Red Bull di Max Verstappen ed Alexander Albon, per non parlare della Renault di Daniel Ricciardo e delle due Haas di Magnussen e Grosjean, entrambe tradite da un guasto tecnico ai freni molto simile.
Una gara che ha visto l’entrata in garage anche per la promettente Racing Point di Stroll, raggiunta in un secondo momento dal carro attrezzi che trasportava la Williams di un ottimo Russell, l’AlphaTauri di Kvyat e l’Alfa Romeo di Raikkonen, beffato dal distaccamento improvviso di una ruota mal fissata durante la sosta ai box. Una gara ad eliminazione!
3 – Il weekend da incubo della Ferrari salvato in extremis da Leclerc
Se il Gran Premio d’Austria ha esaltato le qualità della Mercedes, della Red Bull e delle “sorprese” costituite da Racing Point e McLaren, lo stesso non si può dire per la Ferrari. La casa di Maranello, già segnata da un rapporto non proprio sereno con Sebastian Vettel, ha inoltre ampiamente deluso sia in qualifica che in gara.
Mentre al sabato Vettel e Leclerc non sono andati, rispettivamente, oltre all’11° e 7° posto, in gara il quattro volte campione del mondo tedesco ha faticato non poco a risalire in classifica, commettendo anche un errore in fase di sorpasso: nel tentativo di approfittare della lotta tra il suo compagno di squadra e Sainz, il numero 5 ferrarista è stato protagonista di una manovra azzardata al tornantino del Remus, affiancando lo spagnolo della McLaren con una frenata al limite. Il tedesco è così finito in testacoda, perdendo posizioni e concludendo al 10° posto, per la rabbia del team principal Mattia Binotto che, senza giri di parole, ha incolpato il suo pilota per la manovra, che “è costata punti importanti”.
Al contrario, Charles Leclerc ha invece gestito la gara al meglio delle proprie forze, sfruttando le disavventure altrui e portando a casa due sorpassi magistrali, su Perez e soprattutto su Norris. Grazie anche alla penalità inflitta ad Hamilton nelle battute conclusive della gara, il monegasco ha così tagliato il traguardo al 2° posto, raggiungendo un podio assolutamente inatteso per come si erano messe le cose in questo weekend.
Per Leclerc, dunque, tanta soddisfazione ed altrettanti sorrisi, anche se domenica è già tempo di un’altra gara, sempre sullo stesso circuito. Per come si sono messe le cose, in Ferrari c’è ancora molto da lavorare.
4 – Hamilton “elimina” Albon e subisce una penalità che gli costa il podio
In un GP vissuto con la costante incertezza dell’esito finale, un ruolo da protagonista in negativo lo ha anche ricoperto proprio colui dal quale non ti aspetti errori: Lewis Hamilton.
Dopo aver recuperato fino alla 2° posizione, arrivando fino agli scarichi di Bottas, il campione del mondo inglese ha dovuto difendersi in più occasioni anche dagli attacchi di Alexander Albon, a bordo dell’unica Red Bull superstite dopo il ritiro di Verstappen. Al rientro dell’ennesima safety car, a non molti giri dalla conclusione, il thailandese ha anche tentato una difficile manovra di sorpasso all’esterno proprio su Hamilton, restando regolarmente in pista. Ma proprio quando tutto sembrava compiuto, la vettura di Albon è finita in testacoda nella sabbia dopo un contatto con Hamilton, quest’ultimo giudicato colpevole dalla direzione gara. Per l’inglese sono così scattati 5 secondi di penalità da aggiungere al tempo di gara, e quindi dopo la bandiera a scacchi. Per Albon, autore di una bellissima gara, è invece arrivato un mesto ritiro.
5 – Bottas vince davanti a Leclerc e ad un super Norris
In una gara per nulla monotona e ricca di stravolgimenti in classifica, l’unica certezza è rappresentata da Valtteri Bottas, che vince il Gran Premio d’Austria 2020 e si pone, ovviamente, anche in testa al mondiale. Per il finlandese si tratta dell’8° vittoria in carriera, confezionata davanti ad un brillante Charles Leclerc che conquista un podio del tutto inatteso per i colori ferraristi.
A tagliare il traguardo al 2° posto, in realtà, è stato Lewis Hamilton, ma la già citata penalità ha lasciato la seconda piazza a Leclerc. Per l’inglese l’ultima speranza di finire sul podio è rappresentata dalla McLaren di Lando Norris, con il britannico che firma il giro più veloce della corsa proprio all’ultimo giro. Un tempo che consente al giovane inglese di ridurre il distacco da Hamilton di 4 secondi ed 8 decimi, rientrando così nel tempo limite di 5 secondi per poter sopravanzare il campione del mondo in carica.
Così facendo, Lando Norris conquista il suo primo podio in Formula 1, portando a compimento un weekend più che positivo per lui e per la McLaren.