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    La Formula 1 arriva in Brasile, dove storia e spettacolo vanno a braccetto

    Staff CircusF1By Staff CircusF110 Novembre 2022Nessun commento9 Mins Read
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    Dopo Austin e Città del Messico, l’ultimo appuntamento oltreoceano è a San Paolo sulla storica pista di Interlagos.

    Sempre Max. Ancora una volta Max. Meravigliosamente Max. Ebbene si, anche il weekend messicano ha sancito l’ennesimo trionfo di Max Verstappen, che ha conquistato la sua quattordicesima vittoria stagionale stabilendo così un nuovo record. Il prossimo appuntamento, prima del gran finale di Abu Dhabi, vede protagonista il Brasile con il Gran Premio di San Paolo, su un tracciato che già nelle passate edizioni ha messo in evidenza le qualità dell’olandese della Red Bull, autore di autentici capolavori in pista.

    Entrato in calendario nel 1973, il GP brasiliano è notoriamente lo scenario di gare imprevedibili e ricche di colpi di scena. La sede attuale è la stessa di quella dove si è corso quasi cinquant’anni fa, nonostante notevoli opere di ammodernamento e nuove misure di sicurezza siano state introdotte. Situato nella zona di Interlagos, poco più a sud dal centro di San Paolo, il circuito è dedicato al pilota Jose Carlos Pace. Nativo di San Paolo, Pace ha preso parte a settantadue gare in Formula 1, mettendo in bacheca un unico successo ottenuto alla guida della Brabham proprio nel Gran Premio di Interlagos del 1975. Solo due anni più tardi, nella notte del 18 marzo 1977, il pilota brasiliano è rimasto vittima di un tragico incidente aereo. Il suo piccolo velivolo monomotore, secondo le ricostruzione svolte all’epoca, sembrerebbe essere esploso in volo sopra San Paolo, togliendo la vita anche alle altre due persone a bordo. In sua memoria, dal 1985 il tracciato di Interlagos porta il suo nome: l’Autodromo Carlos Pace per l’appunto.

    Nel corso degli anni, non si è sempre gareggiato a San Paolo. Il Brasile, infatti, ha ospitato dieci edizioni di un GP di F1 anche sulla ormai ex pista di Jacarepaguà di Rio de Janeiro, nel 1978 e dal 1981 al 1989. Migliaia di tifosi sempre appassionatissimi sulle tribune, l’incredibile sfondo della costa atlantica e l’inconfondibile skyline di Rio hanno reso questa gara un appuntamento imperdibile che ha dato il via al mondiale per sette stagioni. Il primo a trionfare qui è l’argentino Carlos Reutemann su Ferrari, vincitore nuovamente nel 1981 in una gara entrata negli annali di F1 per il mancato rispetto dell’ordine di scuderia che imponeva al “gaucho triste” di scambiare la posizione con il suo compagno Alan Jones, nonché il campione del mondo in carica. Molto controversa è pure l’edizione del 1982. L’idolo di casa, Nelson Piquet, dopo una gara maestosa culminata con un sorpasso ai danni del ferrarista Gilles Villenueve, taglia il traguardo da primo, seguito in seconda posizione da Keke Rosberg. I team rivali, Ferrari e Renault, sostengono che i due abbiano corso con una vettura non conforme al regolamento in termini di peso minimo. Un mese dopo, la Federazione accoglie i diversi reclami, squalificando Piquet e Rosberg e rivoluzionando così il podio del GP brasiliano. Alain Prost ringrazia e si aggiudica così il primo premio, pur non avendo mai condotto un giro da leader durante l’intera gara. Il circuito di Jacapareguà diventa per lui un vero giardino di casa e lo vede trionfare ben cinque volte.

    Il popolo brasiliano, invece, era in attesa solamente di una cosa sola: il successo di un pilota carioca. Dopo otto anni dalla vittoria di Carlos Pace a San Paolo, nel 1983 è Nelson Piquet a riportare la bandiera verde oro sul gradino più alto del podio nel GP di casa, e sulla rete televisiva nazionale che trasmetteva la gara viene mandato in onda per la prima volta il brano Tema da Vitória, canzone che accompagnerà tutti i successi dei piloti brasiliani, da Ayrton Senna a Felipe Massa. L’ultima edizione del GP di Rio, nel 1989, segna la prima vittoria in Ferrari di Nigel Mansell, nel giorno del suo debutto alla guida della rossa. Dopo l’addio della Formula 1, il circuito viene lasciato in disuso per molti anni, fino alla completa demolizione avvenuta a partire dal 2012, anno in cui la zona è stata totalmente rinnovata per il via dei lavori di costruzione del nuovo parco olimpico in vista delle Olimpiadi di Rio 2016.

    Dal 1990 ad oggi il GP di San Paolo ha ripreso posto stabilmente nel campionato di Formula 1, su un tracciato parzialmente modificato rispetto all’originale degli anni ‘70. Alla fine del rettilineo principale è stata introdotta una rapida chicane in discesa, la mitica S di Senna, che introduce alla Curva do Sol già presente nella prima configurazione; il secondo lungo dritto deriva invece dalla parte centrale dell’antico circuito ma oggigiorno si percorre nel senso opposto e termina con la Descida do Lago, curva che prende il nome dal lago artificiale posto oltre le barriere. La parte centrale, più guidata e leggermente più lenta, e il tratto conclusivo che immette al rettilineo del traguardo sono rimasti pressoché invariati.

    Dal rientro in calendario, la maggior parte delle gare di Interlagos sono state vinte da campioni del mondo. Schumacher guida l’albo dei piloti iridati vittoriosi qui, con quattro successi ottenuti i primi due nel biennio d’oro con la Benetton e gli altri a bordo della Ferrari; Hamilton e Vettel hanno conquistato tre successi, mentre due sono i trionfi per l’idolo di casa Senna, per Häkkinen e per Nico Rosberg. Ma non solo. L’appuntamento brasiliano, molto spesso caratterizzato dalle condizioni variabili del meteo, ha regalato infatti incredibili sorprese, colpi di scena e finali da cardiopalma che hanno stravolto completamente l’esito della gara. Esempi degni di nota sono le memorabili vittorie di David Coulthard e Giancarlo Fisichella. Nel 2001 il pilota scozzese vince un Gran Premio, iniziato col sereno e terminato sotto una pesante pioggia, davanti al favorito Schumacher, dopo il ritiro del leader della corsa Juan Pablo Montoya a causa di un inconcepibile tamponamento da parte di Verstappen senior. Fisichella, invece, conquista la sua prima vittoria in carriera proprio in Brasile nel 2003 a bordo della Jordan, al termine di una corsa che poteva avere un epilogo tragico. Sotto un diluvio incessante, moltissimi piloti, tra cui anche Schumacher, escono di pista alla Curva do Sol, mentre il beniamino del pubblico Rubens Barrichello è costretto al ritiro per un guasto. A pochi giri dalla bandiera scacchi, Mark Webber va a sbattere prima del lungo rettilineo. Al giro successivo Fernando Alonso colpisce pesantemente i molteplici detriti della vettura di Webber rimasti ancora in pista, perdendo il controllo della sua auto e impattando violentemente contro le barriere. La gara viene sospesa e sul gradino più alto del podio sale Kimi Raikkonen. Ma non finisce qui. La direzione gara aveva realizzato di aver commesso un errore nel cronometraggio al momento dell’interruzione del GP, invertendo di fatto le posizioni di Fisichella e Raikkonen. Solo nel weekend successivo, a Imola, Fisichella viene proclamato vincitore del GP verde oro, ricevendo il primo premio proprio dal pilota finlandese sotto gli occhi dei numerosi tifosi italiani presenti.

    A partire dalla stagione 2004, la gara di San Paolo è una delle tappe conclusive del campionato, diventando di fatto la sede dove molte volte è stato assegnato il titolo. Alonso e Button hanno celebrato la conquista dei loro mondiali proprio in Brasile, mentre meritano una menziona a parte i successi di Raikkonen e Hamilton. Interlagos accoglie l’ultimo appuntamento della stagione 2007, con i due a contendersi ancora il mondiale. Hamilton, al primo anno in F1, ha sette punti di vantaggio sul finlandese della Ferrari, e sembra ad un passo dal trionfo. Ma il destino ha voluto che
    il suo momento dovesse ancora arrivare. In seguito ad alcuni piccoli errori e a un problema al cambio, il pilota inglese taglia il traguardo in settima posizione, mentre Raikkonen arriva primo e conquista così il suo unico titolo iridato con un distacco minimo su Hamilton e Alonso. La ruota della fortuna però gira incredibilmente in favore di Hamilton già l’anno successivo. Sempre nel GP di Interlagos del 2008, infatti, il giovane inglese ha di nuovo sette punti di margine stavolta su Felipe Massa, brasiliano di San Paolo e idolo della folla che sogna di vederlo alzare il titolo mondiale proprio a casa sua. In condizioni meteorologiche veramente critiche, Massa vince la gara e per pochi secondi è campione del mondo, fino a quando, in una delle curve finali durante l’ultimo giro, Hamilton sorpassa il pilota della Toyota Timo Glock, finito in seria difficoltà nella gestione delle gomme da asciutto sulla pista bagnata, arrivando così quinto sul traguardo; posizione sufficiente per laurearsi aritmeticamente campione del mondo per la prima volta in carriera, tra lo
    stupore e l’incredulità dell’intero popolo brasiliano.

    Finale thriller anche nell’edizione del 2012. Sotto un autentico diluvio, Vettel, leader del campionato, si trova a dover rimontare dall’ultima posizione in seguito a un testacoda ad inizio gara. Al sessantaquattresimo giro, sorpassa Schumacher, all’ultimo Gran Premio della carriera in Formula Uno, per conquistare il sesto posto che gli consente di conquistare il titolo iridato per la terza volta consecutiva.

    In vista del weekend carioca, chi può essere considerato il super favorito se non Max Verstappen? Lui che a soli diciannove anni ha compiuto un sorpasso da brividi alla Curva do Sol ai danni di Nico Rosberg sotto un tremendo acquazzone. Lui che nel 2018 ha disputato una gara maestosa, superando tutti i big ma perdendo la prima posizione per via di un incidente alquanto bizzarro con il doppiato Esteban Ocon. Lui che ha dominato la gara del 2019 e che nella passata stagione si è visto sfuggire la vittoria a pochi giri dal termine per mano della feroce rimonta di Hamilton. E sembra essere proprio il sette volte campione del mondo, nonché neo cittadino onorario del Brasile, il primo rivale delle due Red Bull. Il rosso Ferrari, invece, appare molto sbiadito in questa parte finale di stagione, e la deludente prestazione di Città del Messico non fa ben sperare i tifosi del cavallino. Ci saranno sorprese come nel passato o anche questo weekend sarà un monologo a tinte olandesi? Appuntamento a sabato 12 novembre alle ore 20.30 per l’ultima Sprint Race dell’anno, mentre la gara andrà in scena alle ore 19 di domenica (ora italiana).

    Scritto da: Luca Santinato

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