
Il 2017 dovrebbe essere l’anno del riscatto per la McLaren-Honda, protagonista di un improvviso calo di competitività e di affidabilità del mezzo nelle ultime stagioni. A giudicare dalla prima settimana di test invernali però, la situazione non sembra affatto migliorata, anzi.
Le power unit Honda, in soli quattro giorni, hanno infatti tradito più volte i piloti McLaren, creando sin da subito un forte imbarazzo e poca serenità nel team di Woking.
In tutto questo però, la casa giapponese ci ha messo la faccia, assumendosi le proprie responsabilità sull’accaduto e scusandosi pubblicamente con la squadra inglese.
I giapponesi quindi, abituati ad una cultura del lavoro molto esigente nell’estremo rispetto delle persone, non hanno scaricato le colpe sulla McLaren, ed il portavoce di questa filosofia è Yusuke Hasegawa, responsabile del programma Honda in Formula 1: “Non siamo ovviamente felici -ha spiegato alla stampa il manager nipponico- nel riscontrare i problemi che stiamo avendo, ma alla fine questo è anche un test. Dobbiamo scusarci con i nostri piloti, Fernando Alonso e Stoffel Vandoorne, e con il nostro team principal Eric Boullier. Abbiamo bisogno di capire quello che è accaduto per uscire al meglio da questa situazione. Se proprio dobbiamo affrontare dei problemi -ammette Hasegawa visibilmente imbarazzato di fronte ai giornalisti- è meglio che emergano subito, in modo da poter trovare rapidamente delle soluzioni senza compromettere interi weekend di gara”.
Poche parole quindi, ma cariche di significato e di una ferrea volontà di proseguire questa collaborazione, nonostante tutte le difficoltà del caso che sembrano non conoscere fine. A non voler interrompere il rapporto tra McLaren ed Honda (che in passato aveva regalato solo grandi soddisfazioni e tante vittorie) è lo stesso team britannico. La McLaren infatti, attraverso le parole del proprio team principal Boullier, ha ribadito di non aver alcuna intenzione di rescindere il contratto con la casa giapponese: “Mi aspettavo di leggere su Marca -spiega Boullier in riferimento al quotidiano sportivo spagnolo- che la McLaren avrebbe lasciato la Honda, o che la Honda stessa sta affondando la McLaren. Ma non è così”.
“E’ vero, abbiamo avuto diversi problemi in questi giorni, non uno fondamentale. Sono tutti risolvibili, ma al momento non possiamo fare una stima precisa dei tempi che saranno necessari. Siamo finalmente tornati in pista e stiamo lavorando sulla monoposto, mentre il motore rotto di Vandoorne è già stato spedito in Giappone”.
“Abbiamo proseguito il programma di lavoro con Alonso per risolvere quei problemi che, di solito, si riscontrano nella prima giornata di test. E’ un motore che ha un disegno nuovo -conclude Boullier- e ci sono stati degli imprevisti ma, ripeto, nessuno irrisolvibile”.
Ora la Formula 1 si ferma per qualche giorno, con la seconda ed ultima sessione di test prevista dal 7 al 10 marzo, sempre a Barcellona. Una settimana che sarà decisiva per capire a che punto si trova la Honda rispetto alle concorrenti, per non arrivare ancora in alto mare a Melbourne e, soprattutto, per non ripetere un’altra stagione fallimentare sin da subito.
Ammettere le proprie colpe senza scaricarle sugli altri, è già un grande passo verso la ripresa.