
Riceviamo e pubblichiamo un articolo di un nostro affezionato lettore. Si tratta di questa “cosuccia”, come la definisce lui, Giovanni.
Che non mi si tacci di menar gramo o di essere un pessimista incallito, ma la situazione Ferrari, così come mi appare, mi sembra evolvere gradualmente ma inesorabilmente verso un flop di proporzioni immani.
E sì che le cose, in quel di Maranello, si erano messe bene, anzi benissimo; la rossa era apparsa più pimpante che mai, nelle prove precampionato aveva fatto capire, a suon di tempi e affidabilità, che tutti avrebbero dovuti fare i conti con lei, soprattutto le argentee Mercedes che invece mostravano una messa a punto a dir poco insufficiente.
AUSTRALIA
Già nella prima gara, a Melbourne, il cuore ferrarista si era aperto alla speranza. “Quest’anno è la volta buona”, “quest’anno glie la faremo vedere”. La macchina volava e riusciva a tenere dietro un impotente Hamilton che arrivava 10” dopo Vettel. Libidine!
CINA
Nel successivo gran premio di Cina, Vettel è qualificato secondo a poco più di un solo decimo da Hamilton, la Ferrari c’è, è potente, è equilibrata ed arriva seconda dietro il solito Hamilton a soli 6” circa, ma la macchina ha dato la sensazione di avere risolto tutti problemi, compresi quelli di trazione che l’avevano afflitta l’anno precedente e che avrebbe potuto vincere con una più accorta gestione.
BAHRAIN
Nel Bahrein la Ferrari di Vettel si dimostra subito competitiva e in palla, Vettel vince e batte di circa 7” un indiavolato Hamilton. Goduria!
RUSSIA
In Russia vince Bottas, ma Vettel è secondo a 6 decimi, mentre Kimi Raikkonen tiene dietro Hamilton.
SPAGNA
In Spagna Vettel meritava la vittoria, ma un cambio gomme discutibile, lo costringe a cedere il passo al solito Hamilton. Ma la Ferrari c’è!
MONACO
A Montecarlo il capolavoro, macchiato da un ordine di scuderia: doppietta Ferrari con Hamilton relegato nelle retrovie.
Fin qui la Ferrari ha dimostrato di essere la macchina vincente, la più equilibrata, la meglio messa a punto e solo una serie di imprevedibilità e di piccoli ma significativi errori non ha consentito di ottenere un bottino migliore, che sarebbe stato meritato.
Le Mercedes erano in difficoltà con problemi di trazione e solo lo strapotere della loro power-unit ha impedito una situazione peggiore; la Red Bull in palese ritardo di preparazione ha solo creato scompiglio, grazie alle intemperanze di Verstappen, ma alla fine sono state relegate dietro.
CANADA
Ma dal Canada in poi la situazione è cambiata: “Tremate, tremate, le streghe son tornate!” e le Mercedes sono tornate, potenti, affidabili ed arroganti con il solito Hamilton più “malizioso” che mai e con un Bottas sornione e desideroso di dimostrare il suo valore. Il guaio è che pure le Red Bull sono in crescita e sono lì subito dietro il quartetto di testa a dare fastidio, ad insinuarsi, ad approfittare (vedi Ricciardo) di ogni occasione.
Quindi ai molti punti persi nella prima fase del mondiale, dove si poteva approfittare delle debolezze dei rivali, si aggiunge una vita difficile per il futuro, stante la ritrovata forza delle Mercedes e il recupero delle Red Bull: ormai bisogna lottare con le unghie e con i denti in ogni gran premio, perché le rivali sono lì, vicinissime, se non addirittura davanti.
Il che si dimostra dal palese nervosismo del giovane Vettel e dalla evidente delusione di Kimi che, da Montecarlo, si è visto relegato al ruolo, scomodo per una campione mondiale, di seconda guida.
AZERBAIJAN
Vettel a Baku ha fatto una serie di sciocchezze proprio a dimostrazione del suo nervosismo, anche se poi ha rimediato un quarto posto di consolazione, ma da un campione non ci si aspettano gestacci e ruotate (lo so non è da tifoso), ma una freddezza emotiva che gli consenta di ottenere sempre il massimo da ogni situazione, invece, come un pivello, si accanisce a stare “azzeccato” al rivale di sempre, temendo che gli scappasse, lo ha tamponato (è quello che l’inglese voleva) e poi i gesti inconsulti.
Teniamo anche presente che a Vettel sono rimasti solo tre punti sulla patente, ne ha persi nove sempre per scorrettezze e che quindi, alla prossima, sarà costretto a saltare un gran premio: un disastro.
Allora, se le cose dovessero continuare così, non vedo un futuro roseo per la Rossa se non cambiano radicalmente le decisioni del muretto, l’umore di Vettel e soprattutto quello di Raikkonen (molto sfortunato oltretutto) che molto può fare per togliere punti agli avversari che sono, come si vede in “gran spolvero”.
Riuscirà la Ferrari in questa impresa che, mai come quest’anno, si dimostra possibile? Non lo so più.
Saluti Giuseppe