
“Basta un giorno così, a cancellare centoventi giorni str…”, cantavano gli 883 nel 1998. Ed è un po’ la frase – con un punto di domanda – che sintetizza alla perfezione il mio pensiero, soprattutto dopo le qualifiche pazze del GP di Monza. E’ possibile riscattare, darsi slancio o finalmente raggiungere la luce dei riflettori dopo questo sabato italiano?
Esteban Ocon è al primo anno di Force India. Classe ’96, è il terzo pilota più giovane del circus. E’ alla sua seconda stagione in Formula 1, dopo aver gareggiato la seconda parte di campionato lo scorso anno alla guida della Manor. Ora è al volante della scuderia di Mallya, di certo non l’ultima della classe. I risultati, al momento, gli stanno dando ragione: sempre a punti in questo mondiale, tranne a Monaco, dove arrivò dodicesimo.
Considerando però il lato “scuderia” è un risultato quasi scontato, vista la supremazia della sua Force India sul resto del gruppo, senza considerare i tre top team. I migliori tra gli altri, per dirla in parole semplici. Nessun ritiro, e questo è un pregio, ma è comunque alle spalle del suo compagno Sergio Perez, anche se di soli tre punti.
L’elemento che desta maggiori perplessità è la sua voglia di lottare sempre e comunque, anche con l’altra Force India, anche quando non ce ne sarebbe bisogno, rischiando di vanificare il lavoro dei mesi scorsi. Bravino, sì, ma deve ancora migliorare nella gestione delle situazioni. Di tutte le situazioni, in vantaggio o in svantaggio che sia.
In un sabato “non qualunque” è risalito a galla dalla mareggiata che ha colpito Monza anche Lance Stroll, il giovane canadese, al debutto in Formula 1 quest’anno. La sua Williams non è tra i top scorer del mondiale, avendo infatti la metà dei punti rispetto alla Force India nel campionato costruttori. Per lui, dopo i trionfi nelle categorie minori, è arrivata l’occasione giusta. Inizio da incubo, con tre ritiri nei primi tre gp disputati. Poi però è arrivato il terzo posto di Baku, dopo i due punti conquistati a casa sua.
Serve però ancora tanto lavoro in casa Williams: manca di incisività, di cattiveria, di fame agonistica. Il suo compagno Felipe Massa è andato a punti otto volte, il doppio rispetto a lui. E a parità di vettura, la differenza non è insignificante. Sette i punti che li separano in classifica: occhi puntati anche sul canadese, senza dubbio, ma è ancora presto per farlo diventare una promessa.
Non basta un giorno di gloria per riservarsi un posto tra i migliori. C’è ancora del lavoro da fare e soprattutto dei colpi da incassare. A volte bisogna fermarsi a riflettere, senza agire di impulso, mentre altre bisogna saper osare di più sull’acceleratore. Non è un mestiere per tutti, e sta a loro riuscire ad entrare tra quelli che ce l’hanno fatta.
#F1aFavola riparte da Monza con Ocon e Stroll e con il loro “sabato italiano”, rispettivamente da terzo e secondo in griglia.