
Tra tanti colpi di scena e sorpassi spettacolari, il Gran Premio di Cina ha visto la meritatissima vittoria di Daniel Ricciardo, autore di una prestazione formidabile che gli ha consentito di aggiudicarsi il sesto successo in carriera.
L’australiano della Red Bull, artefice di due sorpassi meravigliosi compiuti a danno dei piloti della Mercedes (prima Hamilton e successivamente Bottas), si è così portato a casa un gran premio che, per come si erano messe le cose alla vigilia, sembrava difficilmente alla portata del team anglo-austriaco.
E invece, complice una rimonta da applausi, Ricciardo è ufficialmente entrato nel “club” dei piloti che vantano sei vittorie in carriera. Fino a quando il sorridente pilota di origini italiane non solleverà al cielo un altro trofeo, il suo nome sarà sempre associato ad altre leggende di questo sport, come Tony Brooks, John Surtees, Jochen Rindt, Gilles Villeneuve, Jacques Laffite, Riccardo Patrese (che proprio oggi compie gli anni, e quindi tanti auguri a lui!) e Ralf Schumacher.
Un risultato certamente positivo e non da sottovalutare, soprattutto se si considera la ancor giovane carriera di Ricciardo in Formula 1. Dopo l’esordio ufficiale, avvenuto nel 2011 al volante della Hispania Racing, nel corso della stessa stagione viene messo sotto contratto dalla Toro Rosso . Con la scuderia di Faenza inizia ad accumulare esperienza, che gli verrà utilissima nel 2014, anno in cui Ricciardo passa alla corte della Red Bull.
Da allora, grazie ad una vettura più competitiva a disposizione, Ricciardo sale diverse volte sul podio, conquista una pole position (ancora l’unica della sua carriera) e si aggiudica appunto sei vittorie.
Ma è proprio il discorso dei successi che rende unico il caso dell’australiano in Formula 1. Di norma, quando un pilota vince diverse gare, ci si attenderebbe che almeno alcune di queste vengano conseguite anche grazie ai risultati ottenuti in qualifica. Una pole position, o comunque un piazzamento tra i primi tre, possono rivelarsi punti di partenza importanti per poter costruire una vittoria.
E invece, tutte le vittorie di Ricciardo si sono concretizzate grazie a rimonte sensazionali e sudate. In tutti e sei i successi ottenuti dall’australiano infatti, emerge un dato statistico affascinante:la sua posizione in griglia è sempre stata lontana dal 3° posto. Un dettaglio interessante e da non sottovalutare, che ci fa comprendere quanto la F1 resti una categoria imprevedibile, con i risultati che non vanno mai dati per scontati.
I 6 SIGILLI DI RICCIARDO
Quando Ricciardo vince, lo spettacolo è garantito. Fino ad oggi è una considerazione che si può tranquillamente ritenere giusta ed affidabile, dato che l’australiano è sempre partito da posizioni in griglia lontane dalla “top 3”.
Il primo sigillo di uno dei piloti più amati dagli appassionati risale al Gran Premio del Canada 2014. Ricciardo, al suo primo anno tra le fila della Red Bull, si ritrova in squadra un compagno decisamente difficile da affrontare come Sebastian Vettel (all’epoca campione del mondo in carica), ma deve soprattutto fare i conti con la nuova era della power unit, in cui la Mercedes riesce a trovarsi perfettamente a suo agio. Nonostante ciò, a Montrèal è proprio Ricciardo a tagliare per primo il traguardo, aggiudicandosi così il suo primo successo in carriera al termine di una gara in rimonta. Così come accaduto in Cina la scorsa domenica, anche in quell’occasione l’australiano partiva dalla 6° posizione. Curiosamente, la prima vittoria di Ricciardo avvenne in regime di safety car, a sua volta entrata in pista in seguito al brutto incidente tra Felipe Massa e Sergio Perez. Le lacrime dell’australiano nel team radio restano ancora oggi uno dei momenti più emozionanti di questo sport.
Dopo il trionfo canadese, per Ricciardo arrivano altre due soddisfazioni in quel 2014 da incorniciare: il pilota della Red Bull vince in Ungheria ed in Belgio, in quelli che, ancora oggi, rimangono i suoi unici successi ottenuti consecutivamente. All’Hungaroring l’australiano parte 4°, rimontando fino alla vittoria dopo un bel duello con la Ferrari di Fernando Alonso, mentre a Spa-Francorchamps impone a tutti una lezione di concentrazione e determinazione, nonostante la 5° posizione in griglia di partenza.
Il 2014 si chiude quindi con tre vittorie, in quella che, fino ad oggi, è stata la miglior stagione del pilota australiano. Dopo un 2015 avaro di successi, nel 2016 Ricciardo torna finalmente sul gradino più alto del podio, riuscendoci nel Gran Premio della Malesia. Pur partendo dalla 4° casella, Ricciardo sfrutta tutto il potenziale della sua Red Bull, decisamente in grande spolvero nel corso della gara. A dimostrazione dell’ottima prova del team c’è anche il secondo posto del suo compagno di squadra, Max Verstappen, che taglia così il traguardo alle spalle dell’australiano. Quella in Malesia rappresenta l’unica vittoria di Ricciardo ottenuta davanti ad un suo compagno di squadra.
La gara più pazza vinta da Ricciardo è, secondo l’opinione di molti, quella andata in scena l’anno scorso in Azerbaigian. Nel gran premio passato alla storia per la lite tra Vettel ed Hamilton e per il primo podio in carriera di Lance Stroll, l’australiano si mette nei panni del terzo personaggio che gode tra i due litiganti, vincendo la prima edizione del Gran Premio di Azerbaigian (da quell’anno così intitolato, abbandonando il riconoscimento di “Gran Premio d’Europa”) partendo, pensate, dalla 10° posizione.
Il sesto ed ultimo sigillo, ancora fresco nella nostra memoria, è quello che si è consumato in Cina, al termine di una gara condita da due sorpassi coraggiosi e spettacolari. Due mosse alle quali Ricciardo ci ha già abituato in passato, e che speriamo con tutto il cuore di rivedere presto, magari commentando un’altra delle sue vittorie mozzafiato, magari ancora in rimonta.
IL CURIOSO PARAGONE CON SEBASTIAN VETTEL
C’è, infine, un ultimo dato statistico che fa riflettere. Ripercorrendo l’avventura di Ricciardo in F1, abbiamo visto che le sue vittorie sono state tutte architettate con partenze lontane dalla 3° posizione in griglia.
Nel 2014, anno in cui debuttò al volante della Red Bull, il pilota di Perth divise il proprio box con Sebastian Vettel, che proprio in quella stagione patì non poco la presenza e la concorrenza con l’australiano.
Due piloti talentuosi, ma incredibilmente diversi per stile di guida e… per le statistiche.
Mentre Ricciardo ha sempre vinto partendo almeno dal 4° posto in poi, Vettel si è sempre portato a casa successi faticando di meno (si fa per dire). Il tedesco, in Ferrari dal 2015 e vincitore di 49 gran premi, ha infatti ottenuto tutti i gradini più alti del podio partendo sempre tra i primi tre in griglia di partenza.
Nei casi in cui Vettel è partito dalla 4° casella in poi, il tedesco non è mai riuscito a concludere la gara da vincitore.
Intrecci tra carriere e dati che suscitano interesse e curiosità, ma che fanno anche comprendere le differenze tra piloti.