
In una lunga e piacevole intervista ad Autosprint, Jean Todt ha toccato vari argomenti, parlando a tutto tondo di Liberty Media, Leclerc, regolamenti e non è mancato un confronto tra Michael Schumacher e Lewis Hamilton.
Qui sotto un estratto dell’intervista di Andrea Cordovani e pubblicata sul numero 37 di Autosprint.
Andrea Cordovani: Lewis Hamilton e la Mercedes stanno per battere i record della sua Ferrari e di Schumi…
Jean Todt: Intanto non è ancora successo. Lewis ha vinto 81 Gp e messo in tasca 5 titoli. Michael 91 e 7. Certo, il 6° è in arrivo…
AC: Le piace come Liberty Media sta lavorando sulla F1?
JT: Sì e collaborare con il loro capo Chase Carey è ottimo. Un gran professionista, leale, trasparente e che soprattutto vuole bene alla F1.
AC: Lei è a favore della standardizzazione dei componenti in F1?
JT: Io sono a favore di ridurre i costi. Trovo che è insano dover spendere 400-500 milioni per fare 20 Gp o 22 e avere mille dipendenti. Il divario tra grandi, medi e piccoli team va ridotto per creare belle gare. Io amo tutto in F1, quello che proprio non sopporto è l’ego di chi ci lavora. Nessuno vuole fare mai un passo indietro per il bene comune.
AC: Alla Ferrari dei suoi tempi quanti dipendenti aveva?
JT: Troppi e costavo troppo anche allora.
AC: Presidente, una suo opinione su Charles Leclerc: le ricorda qualcuno?
JT: Di Charles Leclerc ne sento parlare da tanti anni. La storia è che mio figlio Nicolas era il manager di Jules Bianchi […] Da quel che mi risulta un giorno Jules ha parlato a mio figlio del fratello di uno dei suoi amici: proprio Charles che stava correndo in kart ma non aveva i soldi per approdare in monoposto. A quel punto, Nicholas, per fare piacere al suo amico Jules, ha iniziato ad aiutare Leclerc e oggi è uno dei due piloti della Ferrari. Sono molto stupito nel vedere il suo livello e ha tutto per diventare un grandissimo campione.
AC: Quando lei era in Ferrari, era chiaro chi fosse il numero uno…
JT: Su questo argomento sono state scritte tante cazzate. Nella mia Ferrari non c’era il numero uno. Michael Schumacher non ha mai avuto un contratto da pilota numero uno. Ma è ovvio che se dopo 5 Gp un pilota è stato davanti al compagno di squadra nelle prove libere, qualifiche e gara automaticamente diventa il pilota numero uno.