Il testgate si arricchisce di un nuovo capitolo. Il Tribunale Internazionale della FIA sarà chiamato a pronunciarsi con possibili sanzioni sui famigerati mille chilometri percorsi “privatamente” dalla Mercedes con gomme Pirelli la prossima settimana.
Dalla Germania piove sulla Mercedes anche l’accusa di scorrettezza nei confronti degli altri team. La scuderia, secondo Sport Bild, avrebbe infranto anche un accordo sottoscritto amichevolmente tra tutti i team principal. In definitiva, l’eventuale decisione dei test sarebbe dovuta passare al vaglio delle altre squadre, oltre che della Federazione.
Di fatto l’accusa, se possibile costituisce un’aggravante per la Mercedes, che avrebbe anche violato il test agreement tra squadre. Tra l’altro, la vicenda potrebbe costare un prezzo alto al Direttore di gara e delegato tecnico Charlie Whiting, che avrebbe scambiato una serie di mail sospette con Ross Brawn. Jean Todt sta pensando di avvicendarlo con Giorgio Ascanelli, ex direttore tecnico della Toro Rosso.
E mentre si scopre che la Ferrari parteciperà al processo e potrà intervenire con i suoi legali, Pirelli non vuole più fare da agnello sacrificale in questa situazione e pone le condizioni per continuare a fare il fornitore in F1.
Il direttore Motorsport dell’azienda milanese Paul Hembery fa la voce grossa in un’intervista ad Autosport: “Siamo stati corretti su ogni cosa che abbiamo fatto. E’ molto difficile quando si è criticati. Sai che devi risolvere i problemi e cambiare, ma ciò non è permesso. E’ qualcosa che non vorremmo accadesse ancora. Facciamo attenzione a cosa si dice. Sentiamo e leggiamo tutti i commenti che non rispecchiano totalmente quello ci aspettiamo da uno sport nel quale noi siamo partner. Dovrebbe essere la FIA a lavorare più a stretto contatto con noi, cosa che accade nella maggior parte degli altri campionati in cui siamo coinvolti”.
