Come anticipato da Circus, in un post del 12 giugno scorso, il Gran Premio d’Italia è seriamente in pericolo. Stavolta la minaccia non viene dalle fantomatiche idee di grandeur di Roma Capitale, ma il rischio viene paventato da Bernie Ecclestone in persona, stuzzicato sulla questione in un’intervista esclusiva a Panorama.
Le motivazioni sono riconducibili a problemi di natura meramente economica, già palesati nel momento in cui esplose l’inchiesta per frode fiscale che ha coinvolto Enrico Ferrari, ex direttore della Sias, la società che gestisce l’autodromo.
Proprio in merito all’inchiesta il boss della Formula 1 rivela di non aver sentito i giudici che indagano sulla vicenda: “Non ho ricevuto alcuna richiesta di chiarimento dai magistrati italiani. Tutti i nostri registri sono a loro disposizione”.
Ecclestone allora non fa mistero della nebulosa che circonda la disputa del Gran Premio d’Italia a Monza (si è aprlato del Mugello come possibile alternativa): “È possibile che l’Europa perda un paio di corse a favore dei mercati emergenti. Se dovessimo rinunciare a Monza, e dico se, perché nessuna decisione è stata ancora presa, sarebbe solo per motivi economici. Certo, la qualità del circuito e l’organizzazione potrebbero essere migliori, ma – ripeto – non è quello il punto cruciale”. Queste parole, che mettono in risalto i risaputi problemi della macchina logistico-organizzativa del circuito, suonano come un campanello d’allarme. In pratica, a dispetto del contratto in scadenza nel 2016, questa potrebbe davvero essere l’ultima edizione di una delle classiche di Formula 1.
