A pochi giorni dalla notizia del cambio di team e dell’abbandono alla Ferrari Driver Academy, Raffaele Marciello ha avuto i riflettori puntati su di sé. Il pilota italiano ha già acquisito molta esperienza, anche grazie al titolo vinto in Formula 3, gli anni passati in Gp2 e le opportunità avute in Formula 1 tra Ferrari e Sauber. Nonostante la giovane età, riesce ad avere una visione obiettiva del mondo del motorsport. Vi proponiamo la nostra intervista esclusiva a Raffaele Marciello.
Gianluca D’Alessandro: Quali sono le tue aspettative per la nuova stagione? Cosa ti aspetti dal Team Russian Time?
Raffaele Marciello: “Correndo ancora in Gp2 le aspettative sono per forza di vincere il titolo ma non sarà sicuramente facile. Il team ha lavorato sempre molto bene. Vedendo anche i risultati degli anni passati sono sempre andati molto forte. L’anno scorso a fine anno durante le ultime quattro gare andava molto bene, quindi sono molto fiducioso”.
Greta Bassi: Quando sono iniziate le trattative con Russian Time? Oltre a Russian Time con quale altro team di Gp2 hai avuto contatti durante l’inverno?
RM: “Le trattative con Russian Time sono iniziate subito già durante il Gp di Abu Dhabi. C’era comunque la possibilità di andare in ART, anche la possibilità di restare in Trident. C’erano molte possibilità in Gp2”.
GB: Come ti stai preparando in vista della nuova stagione? Con il passaggio ad un nuovo team è cambiato qualcosa nella tua preparazione?
RM: “Sono andato un paio di giorni in Inghilterra a fare il sedile. Sto lavorando con loro, mi sto allenando a Forlì con Luca e Fabrizio Borra. C’è ancora molto tempo prima dell’inizio della stagione e abbiamo ancora tempo per prepararci”.
GB: Cosa non ha funzionato durante la scorsa stagione? Pensi di aver dato comunque il massimo durante tutto il campionato?
RM: “Penso di aver guidato bene per quello che avevo a disposizione. Sì, penso di esser arrivato al limite, più di quello non avevo, fino a Monza con l’ingegnere che avevo la macchina non riusciva a dare buoni risultati. Con l’arrivo del nuovo ingegnere dopo Monza, mi sono trovato subito molto bene e infatti si sono visti i risultati, perché nelle ultime gare sono riuscito a conquistare podi: a Sochi, in Bahrain e ad Abu Dhabi. Essenzialmente, dopo Monza sono riuscito ad ottenere risultati migliori ma ho perso diversi punti ad inizio stagione”.
GB: Cosa ti ha spinto a lasciare la Trident?
RM: “Dopo una stagione negativa è difficile restare nello stesso team, inoltre questa è una stagione abbastanza cruciale per la mia carriera, quindi sono dovuto andare per forza in un top team, e sono contento di essere nel Russian Time”.
GD: A dicembre hai avuto la possibilità di provare una Mercedes DTM a Jerez e i riscontri sono stati positivi: cosa ti ha spinto a provare? Quanto è stata concreta la possibilità di passare alle ruote coperte?
RM: “Quanto è stato concreta non lo so, dovreste chiederlo a loro. Non c’è solo la Formula 1 nel motorsport. Sono molto interessato anche al DTM e all’Indycar. È stato interessante provare la macchina e come è difficile arrivare in Formula 1, avere un futuro in Indycar e DTM sarebbe molto bello”.
GD: Sin dal 2010 la Ferrari Driver Academy ti è stata vicina e ti ha accompagnato nella tua carriera. Quanto ti è stata di aiuto?
RM: “Sicuramente i primi due/tre anni è stata molto utile perché mi ha insegnato tante cose. Sono riuscito a lavorare a stretto contatto con la Ferrari quindi ovviamente ho imparato molte cose. Però i recenti cambiamenti che ci sono stati al vertice hanno anche condizionato la FDA, infatti durante gli ultimi due anni abbiamo fatto poco o niente, non sono serviti a molto”.
GD: Tu come valuteresti il lavoro della Ferrari Driver Academy? E quale è stata la figura più importante per te i primi anni in FDA?
RM: “I primi anni in FDA sono veramente stati molto importanti perché mi hanno insegnato tanto. Sicuramente mi sono trovato bene con Baldisseri e Francesco Po’, sono state due persone che sono sempre state vicine a me e mi sono sempre trovato d’accordo con loro”.
GB: Quali sono le principali differenze tra Gp2 e F1 in pista e fuori?
RM: “Attualmente, ci sono poche differenze tra le due categorie. Passare in Formula 1 facendo anche i test ormai non è più così difficile, anzi, le Gp2 sono macchine molto simili, anzi, una F1 è molto più facile da guidare grazie al servosterzo e altre cose che rendono la macchina fisicamente molto più facile da guidare”.
GD: Qual è stato il momento più importante durante la tua carriera da pilota?
RM: “Ho avuto tanti bei momenti, come la vittoria del F3 europeo, la pole position a Macau. Anche il test per il DTM. Ho avuto tanti bei momenti ma non ne ho un preferito”.
GB: Ti sentiresti pronto ad affrontare una stagione di Formula 1 come pilota titolare?
RM: “Io sì, vedendo anche com’è guidare una macchina di F1, non vedo perché non dovrei riuscire a fare un buon lavoro. Ovviamente in Formula 1 avere una macchina competitiva è molto importante, però quando salivo su una F1 ho sempre dimostrato di essere veloce, quindi, potrei anche andare bene”.
GD: Molti piloti hanno detto che, piuttosto che guidare per un team minore, preferirebbero essere terzi piloti in un team di medio-alto livello? Qual è la tua posizione in merito?
RM: “Firmerei subito per un team minore”.
Ringraziamo Raffaele Marciello per la disponibilità e per la sua cordialità.
Greta Bassi | CircusF1
@greebassi
Gianluca D’Alessandro | CircusF1
@Gianludale27