Mentre Hamilton ha riaperto la lotta per il mondiale, dominando il week end di gara, e la Red Bull ha confermato per l’ennesima volta i progressi già evidenziati durante tutta la stagione, la Ferrari ha chiuso mestamente l’appuntamento a stelle strisce con una gara anonima: un quarto posto e un ritiro. Ma soprattutto l’amara certezza che Mercedes, e ora anche Red Bull sono superiori.
Dalle possibili stelle…alle probabili stalle! Questo potrebbe essere ad oggi il titolo della stagione 2016 della Ferrari.
A inizio anno la scuderia di Maranello si propose come antagonista della Mercedes per la lotta al titolo mondiale: fiducia, sorrisi e grinta da vendere.
Dopo dieci mesi la musica è cambiata: ormai è praticamente certo che la Ferrari sia la terza forza del mondiale.
La Red Bull ha lavorato in silenzio e ha trovato le soluzioni ai problemi che la affliggevano ormai da un biennio, mettendo in condizione i due piloti di avere una monoposto in grado di dare fastidio alle frecce d’argento e di mettersi costantemente dietro le Ferrari.
E per Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen anche il gradino piĂą basso del podio sta diventando un miraggio.
Ad Austin si è vista, in tutto il suo mesto splendore, l’involuzione del progetto Ferrari 2016.
In qualifica entrambe le monoposto dietro a Mercedes e Red Bull con un distacco di oltre un secondo: con Raikkonen che ancora una volta ha fatto meglio di un Vettel ormai spento, senza mordente.
In gara nulla è cambiato. Le rosse non sono state mai protagoniste e hanno arrancato per tutti i 56 giri, cercando invano di conquistare con strategie improvvisate e rimescolamenti di carte, quel podio che con le prestazioni non avrebbero mai ottenuto.
Basta citare due episodi per far capire lo stato di confusione che regna nella scuderia di Maranello.
Il primo è l’errore commesso ai box che ha costretto alla resa Raikkonen. Il finlandese che fa retromarcia in corsia box, oltre che far sorridere, consegna una fotografia emblematica del mondiale Ferrari.
Per carità un errore ci può stare. Ma la modalità con cui è avvenuto ha mostrato che nessuno, neanche il meccanico addetto alle gomme, lavora con serenità e concentrazione.
C’è anche da dire che anche senza l’errore di avvitamento della posteriore destra, Raikkonen sarebbe rimasto tagliato fuori dalla lotta per il podio
Il secondo è stato il richiamo ai box di Vettel a due giri dalla fine, per montare le mescole supersoft. Un rientro senza senso visto, che oramai il distacco dalla Red Bull di Ricciardo era di circa di nove secondi. L’impressione è stata quella che la Ferrari volesse firmare il giro più veloce della gara, per lasciare un segno anche minimo della sua presenza in pista ad Austin.
Inoltre ieri dietro la monoposto di Vettel è comparsa la sagoma inquietante della McLaren di Fernando Alonso. Lo spagnolo, autore di una gara maiuscola, ha chiuso in quinta posizione alle spalle del tedesco della Ferrari, come a voler dire: “ragazzi avete visto che avevo ragione…e ora sto arrivando!!”
Le parole ascoltate dai protagonisti in rosso, nelle interviste post gara, sembrano ormai le stesse pronunciate per molti altri Gran Premi: un concentrato di rammarico per il mancato risultato e di buoni propositi per la gara successiva.
Il Team Manager Maurizio Arrivabene ha dato la colpa del mancato podio alla posizione in qualifica: “E’ chiaro che speravamo di ottenere di più da questo weekend Americano. Una volta di più, però, abbiamo pagato cara la nostra posizione di qualifica. In gara avevamo un ritmo sicuramente migliore rispetto a ieri, avremmo potuto lottare per il podio. Adesso partiamo subito per il Messico e metteremo tutto il nostro impegno e tutta la concentrazione sul prossimo Gran Premio.”
Kimi Raikkonen ha dato la sua versione circa l’episodio che lo ha escluso dalla gara: “Quando ho lasciato i box dopo il terzo pit-stop ho rallentato un pò e ho chiesto se era tutto ok perchè avevo visto qualche scintilla uscire dalla macchina. Alla fine della corsia box la squadra mi ha chiesto di fermarmi. Ora dobbiamo capire cosa è successo, il dado ruota non era nella posizione giusta.”
Prima del suo ritiro però il finlandese era abbastanza soddisfatto della sua monoposto: “Ovviamente il risultato finale di questa corsa è tutt’altro che ideale. Ed è un peccato perchè il comportamento della macchina oggi era buono. Quando abbiamo effettuato la prima sosta e montato gomme Soft per qualche motivo avevo difficoltà , il bilanciamento era ok ma non ho mai avuto l’aderenza che mi aspettavo. Una volta che siamo tornati alla Supersoft la macchina andava di nuovo bene.
Infine è toccato a Sebastian Vettel analizzare la gara americana: “Nel complesso è stata una giornata migliore di ieri, la gara è andata abbastanza bene. La partenza non è stata il massimo e alla curva 1 qualcuno mi ha urtato, penso sia stato Nico Hülkenberg: ma sono stato fortunato e ho potuto continuare. Da lì in poi avevo un buon passo, ho cercato di risparmiare le gomme e sono riuscito a posticipare la sosta ai box. E’ stata una gara un pò diversa da quello che ci aspettavamo: Max oggi ci ha fatto un regalo, ma purtroppo anche Kimi ha avuto dei problemi ed è stato costretto al ritiro. Sarebbe stato un bel risultato per la squadra piazzare entrambe le vetture in zona punti.”
A questo punto la Ferrari non può fare altro che chiudere la stagione in difesa. Ha ancora a disposizione tre cartucce per centrare il primo successo di questa stagione: che però sembra legato più a possibili disgrazie altrui che a meriti propri.
Occorre riordinare le idee per il 2017 e concentrarsi sulla prossima stagione, cercando di capire cosa non ha funzionato quest’anno e di interpretare al meglio i nuovi regolamenti, in modo da avere una monoposto competitiva già dalle prime gare e che possa essere sviluppata nel corso dell’intera stagione.
Da come andrĂ il prossimo mondiale dipenderĂ il futuro di molti protagonisti in rosso, vedi Vettel, che in caso di debacle potrebbero abbandonare definitivamente il progetto Ferrari.