
Sicuramente la Ferrari non ha concluso bene la tappa nipponica, visto che possiamo annotare un quinto posto di Kimi Raikkonen e il ritiro al quinto giro di Sebastian Vettel. Se fosse un incontro di boxe chiameremmo il KO tecnico, ma la F1 è uno sport pieno di sorprese, come insegna la storia. Quindi nonostante la differenza di 59 punti tra Lewis Hamilton e il tedesco ci sono persone che credono in una rimonta da cardio palma. Dopo la gara di Suzuka queste sono le dichiarazioni rilasciate dagli uomini della Scuderia Ferrari.
Maurizio Arrivabene
“Ancora una volta, nonostante il grande potenziale della vettura, le cose non sono andate come ci aspettavamo. Il problema che ha fermato Seb è imputabile alla rottura di una candela di accensione. Abbiamo ravvisato un’anomalia nel giro di schieramento e tentato il possibile per risolvere il problema. La partenza di Seb è stata ottima, ma poco dopo abbiamo dovuto richiamare la macchina in garage e poi ritirarla. La gara di Kimi è stata compromessa dalla posizione di partenza non ideale, conseguenza della penalità per la sostituzione del cambio danneggiato nell’incidente in P3. Da lì è stato in grado di recuperare posizioni fino al quinto posto. Come ho già detto altre volte, sappiamo che la macchina c’è, i piloti e la squadra anche: per cui affronteremo le prossime gare con impegno e determinazione ancora maggiore. Fino all’ultima curva dell’ultimo Gran Premio”.
Kimi Raikkonen
“Oggi la posizione di partenza non era ideale. Sono scattato abbastanza bene con le gomme Soft e al primo giro ho cercato di recuperare: ma nel tentativo di superare una Renault sono andato largo e ho perso posizioni, così ho dovuto ricominciare da capo. Il feeling con la macchina è stato un po’ strano per tutta la gara, non era bilanciata perfettamente: in alcuni giri andava bene e in altre era più difficile da guidare. Su questa pista è difficile stare in scia a un’altra macchina: ne abbiamo passate diverse, ma eravamo troppo lontani da quelle di testa. Alla fine, il risultato non è proprio il massimo. Quanto a Sebastian non so cosa sia successo: negli ultimi anni abbiamo fatto, come squadra, tanti progressi: ma adesso, per chissà quale ragione, sembra che i problemi tecnici escano dal nulla. E’ strano: le macchine vanno benissimo e poi, alla domenica, accade qualcosa di inaspettato. Su questo fronte dobbiamo ancora lavorare; poi daremo il massimo fino all’ultimo giro dell’ultima corsa e vedremo come va a finire”.
Sebastian Vettel
“Non so se questa situazione abbia a che fare molto con l’affidabilità. Ma non abbiamo finito la gara, per cui c’è un problema. Credo che sia stato un problema piccolo che ne ha generato uno grande. Non avevamo la potenza già all’inizio e abbiamo cercato di resettare tutto per recuperarla, ma qualcosa non ha funzionato. Certamente ora il Campionato è più difficile e non finire la gara non aiuta. Ho detto anche ai ragazzi di tornare a casa e riposare perché è stata una settimana difficile, con un sacco di cambiamenti. Poi ritorneremo con un pacchetto migliore per fare bene le ultime quattro gare, e vedremo. In generale, credo che la squadra sia sulla giusta strada. Stiamo migliorando gara per gara e ci sono anche aspetti positivi. Anche se oggi è difficile vederli”.
Ache il team di Sky Sport F1 HD ha intervistato il Team Principal della rossa, raccogliendo altri punti di vista rispetto a quelli sopracitati.
Una giornata complicata.
Le giornate non complicate in questo periodo devo ancora vederle. Detto questo, il problema è stato identificato: si tratta di un componente, una candela che si è rotta insieme alla bobina.
Abbiamo visto un abbraccio tra te e Vettel. Cosa vi siete detti?
Ci conosciamo abbastanza bene, quell’abbraccio voleva dire “questa è andata così e non molliamo”. La macchina al di là dei componenti, che ultimamente ci hanno lasciato a piedi, è buona. Quindi andremo avanti fino alla fine. La squadra è giovane e motivata, la macchina c’è, bisogna stringere i denti e andare avanti. Praticamente con quell’abbraccio ci siamo dati un’occhiata e ci siamo detti questo.
Non si molla anche se sono 59 i punti?
I punti sono molti, ma bisogna anche essere umili e riconoscere che a noi sono mancate delle cose e a loro no. Detto questo, le ultime due gare ci hanno fortemente penalizzato, ma per dei componenti che nulla avevano a che fare con la bontà del nostro progetto.
Come si riparte?
Si riparte innanzitutto girando pagina, motivati, facendo delle analisi su quanto è successo e tornando ad Austin decisi a giocarcela.
Le gare asiatiche per la Ferrari per fortuna sono finite, anche se con il senno di poi possiamo dire che le rosse avrebbero potuto vincere almeno due Gran Premi su tre. La prossima tappa è in Texas dove speriamo che si possa trovare la grinta di inizio campionato e magari un week end senza intoppi sperando di trovare una candela accesa nel buio.