
Dalla carta stampata al web: i giornalisti italiani, dopo il Gran Premio dell’Azerbaijan 2018 di Formula 1, non hanno lesinato critiche a Sebastian Vettel, reo di aver gettato al vento la vittoria con quella manovra avventata alla ripartenza dietro la Safety Car.
A cominciare da Pino Allievi che, dalle colonne della Gazzetta dello Sport, titola il suo editoriale in modo inequivocabile: “Cavallino da titolo ma così non va, Seb!”. L’articolo poi apre con un interrogativo: “La Ferrari ha davvero voglia di vincere questo mondiale?” e aggiunge subito un bella critica pepata: “Non è possibile buttare via due vittorie di fila con una macchina tanto superiore alla concorrenza”. Il riferimento è ovviamente a Vettel sul quale aggiunge: “Ha sbagliato clamorosamente il sorpasso a Bottas e ha spianato la strada a Hamilton“.
Commento analogo per Giorgio Terruzzi che, dalle pagine sportive del Corriere della Sera di oggi, ha visto un Vettel in affanno: “Da dominatore di un week end ad attaccante nervoso e fallace, in affanno quando le cose prendono una piega storta“, le parole del giornalista sportivo.
Dalla carta stampata al web ma la musica non cambia.
Umberto Zapelloni, dalle colonne del suo nuovo blog topspeed.blog parla di una reazione di Vettel all’italiana: “Vettel voleva vincere. Meritava di vincere. Ma ha reagito all’imprevisto come un italiano e non come un tedesco, come direbbe il presidente Marchionne. Ha ragionato con il cuore e la pancia, non con la testa. Avesse aspettato… Credo che anche senza la foratura di Bottas, Seb avrebbe avuto più chance che in quella prima curva maledetta“.
Anche Gian Carlo Minardi, su minardi.it, non lesina critiche a Vettel: “Errore altrettanto grave quello commesso da Sebastian Vettel con cui ha vanificato un weekend praticamente perfetto della Ferrari. Pur di cercare a tutti i costi la vittoria e’ arrivato lungo in frenata perdendo diverse posizioni e punti preziosi in ottica mondiale, in favore di Lewis Hamilton che con la prima vittoria stagionale si e’ portato anche al comando del Mondiale. A volte bisogna essere freddi accontentandosi anche di un piazzamento a podio. Bravo Kimi Raikkonen, incolpevole nel contatto con Ocon a inizio gara“.
Roberto Chinchero, voce di Sky Sport F1 HD ed editorialista di Motorsport.com, parla di una lezione per Vettel: “I numeri forse non mentono, perché se da una parte la SF71H dopo quattro gare si è confermata la migliore monoposto del Mondiale, dall’altra Vettel ha messo una tacca (la prima del 2018) nella tabella degli errori in gara“.
E non poteva mancare il giudizio o meglio il voto in pagella di Giorgio Terruzzi. Il voto al pilota Ferrari è un 8 ma il pungente giornalista su redbull.it, riferendosi a Vettel, aggiunge: “Ha fatto una sciocchezza che è costata corsa e testa del Mondiale. Ma ha anche fatto una qualifica coi fiocchi e quasi una intera domenica da dominatore. E’ lui che ha buttato via un tot di punti certi. Però, dopo una gara così, serve pacca sulla spalla pure a lui.
Voto insufficiente (5,5) per Andrea Cremonesi su Gazzetta: “Con un po’ di pazienza poteva portare a casa la vittoria“, riferendosi ovviamente a Vettel.
Fuori dal coro, Leo Turrini che, sul suo blog prende le difese del pilota di Maranello:
“Sull’errore di Seb nell’attacco a Bottas, perché di errore si tratta, io comunque sto con lui.
È stato un gesto da eroe omerico, che tenta di battere il Fato.
Conosco l’obiezione: doveva badare al Nero, pensare a guadagnare punti su di lui.
Lauda avrebbe fatto così. Prost, anche.
Seb no“.