
Quando agli sgoccioli della stagione 2018 venne ufficializzato il passaggio di Daniel Ricciardo dalla Red Bull alla Renault (dopo una buona carrellata di rumors che volevano invece l’australiano alla Ferrari), in molti furono colpiti ed incuriositi dalla notizia.
Già, perché vedere un top driver lasciare un team competitivo per sposare la causa di una squadra ancora lontana dalla lotta per la vittoria è sembrata a molti una scelta rischiosa, un vero e proprio azzardo sportivo quasi d’altri tempi.
Dubbi e perplessità che, in quei giorni, venivano rinviati ad un futuro non troppo distante. “Vedremo cosa farà”, si diceva, oppure “Magari la Renault avrà trovato la giusta ricetta per fare il grande salto di qualità”, o altri ancora etichettavano la mossa di Ricciardo come un “grande errore”.
Quel futuro non lontano oggi è diventato presente. Per quanto non sia giusto arrivare a conclusioni affrettate dopo sole quattro gare dall’inizio di questo campionato 2019, una cosa però è certa: l’avvio del nuovo capitolo della carriera di Ricciardo con la Renault è stato tutt’altro che semplice e sereno.
Il pilota di origini italiane, famoso nel paddock per il suo sorriso contagioso, ha infatti ben pochi motivi per stare tranquillo e allegro. L’avvio deludente, suo e dell’intero team francese, sta dando ragione alla frangia di tifosi più pessimista, che aveva previsto l’australiano costantemente fuori dalle posizioni nobili della classifica.
Con il GP d’Azerbaijan già consegnato alla storia, e con l’appuntamento di Barcellona previsto per il 12 maggio, in Renault ci sono tante preoccupazioni e musi lunghi. In primis quello di Ricciardo, ma anche e soprattutto di un’intera squadra che non si aspettava certo delle vittorie, ma almeno di poter combattere per il quarto posto nel mondiale, alle spalle di Mercedes, Ferrari e Red Bull. Ne è sempre stato convinto anche il consulente della Renault Alain Prost, che ora deve leccarsi per l’ennesima volta le ferite dopo una gara in cui Ricciardo è stato protagonista in negativo.
Proprio lui, che con il compagno di squadra Nico Hulkenberg sembrava formare una delle coppie più scoppiettanti dell’intera griglia di partenza, è invece uno dei grandi flop di questo 2019 ancora ai primi atti. Sia il tedesco che l’australiano sono fermi a 6 punti in classifica, con la Renault che occupa momentaneamente il 7° posto nel mondiale costruttori con 12 punti.
Un bottino magrissimo frutto di un’affidabilità ancora da scoprire e perfezionare. Su quattro gare disputate, Ricciardo è arrivato al traguardo una sola volta (7° in Cina), collezionando poi tre ritiri, uno in più di Hulkenberg.
Tra questi, quelli più clamorosi restano quelli visti in Bahrein, con entrambe le Renault K.O. per un guasto meccanico nello stesso punto del tracciato e nello stesso giro. Ma soprattutto, l’ultima prova in Azerbaijan ha riservato un clamoroso errore da parte di Ricciardo. L’australiano, nel tentativo di superare Kvyat in staccata, va lungo in frenata, portandosi all’esterno della curva anche il malcapitato pilota russo della Toro Rosso.
Come se non bastasse, Ricciardo aziona la retromarcia colpendo la stessa monoposto faentina, rimasta ferma a qualche metro dalla Renault. Una manovra che non ha solo imbarazzato l’australiano, ma che gli costerà anche una penalizzazione nel prossimo GP di Spagna, con l’arretramento di tre posizioni dalla griglia di partenza.
Quanto accaduto a Baku è il riflesso del momento complicato di Ricciardo, che ancora non riesce a trovare il feeling con una vettura lontana dal poter esprimere tutto il suo potenziale. Il talento di Ricciardo è indiscutibile, ma quando soccombe il malumore per una partenza così difficile, a quel punto subentra la terribile logica della psicologia umana. Dopo un filotto di risultati così negativi, non è semplice ritrovare il morale adatto per rialzarsi dalle sabbie mobili. Alla vigilia del quinto appuntamento del mondiale però, Ricciardo è già “costretto” a dover trovare una soluzione per riscattarsi, zittire le malelingue e soprattutto per rialzare la testa, prima che il suo matrimonio con la Renault possa trasformarsi in un incubo sportivo, anche per colpe non sue.
Il mondiale è ancora lunghissimo, e le possibilità per potersi rifare sono ancora numerose. A tutti noi che amiamo la F1 ed i suoi personaggi, uno dei piloti che ci sta mancando di più è proprio Ricciardo.