
Leclerc e Senna. Non è un raffronto. Ancora presto per farlo. Ma solo un accostamento dettato da un momento tenero, che affonda nel dolce e malinconico album dei ricordi di un ragazzo, costretto a crescere troppo in fretta. Quello che il papà di Charles, Hervé, venuto a mancare un anno prima di vedere sbocciare brillantemente il figlio in F1, gli ha spesso dedicato nell’adolescenza.
Quando, rivolgendosi a lui, parlava di Ayrton tanto da accrescere nel figlio l’interesse per uno dei piloti leggendari del motorsport di ogni epoca fino a diventarne un modello d’ispirazione di vita e carriera. In una recente intervista su “Corriere.it”, Giorgio Terruzzi ha “stuzzicato” l’emozione di Leclerc sull’argomento, a lui tanto caro. “Mio padre e Senna corsero insieme una volta – rivela il ferrarista a Terruzzi – e di Senna mi raccontava per ore durante i trasferimenti in auto per andare alle gare.
Descriveva i suoi modi, il suo stile. Ero un ragazzino e non l’avevo mai visto prima. Così mi sono informato. La consapevolezza del talento ricevuto – evidenzia Charles – e la sua voglia di migliorare sono straordinarie”. Parole che negli occhi degli appassionati e addetti ai lavori della F1 si materializzano in due immagini: Monza e Silverstone 2019. Leclerc attacca e si difende con le unghie e con i denti dagli assalti di Hamilton e di Verstappen per conquistare la posizione, fino a venirne anche a contatto. Azioni che, dopo queste dichiarazioni, nella mente di tutti fanno riaffiorare quella stessa determinazione estrema di Senna, quasi al limite del consentito, che dimostrava lottando con i suoi rivali (Prost in primis) per vincere. Quella stessa cattiveria agonistica da squalo, senza sconti per nessuno. Ripetiamo, non è ancora un paragone globale ma la constatazione di come ispirarsi al proprio modello preferito lasci tracce evidenti nello stile e comportamento. Come per dire “adesso si spiega tutto”.
Nella stessa intervista, il campioncino monegasco si è poi soffermato sul momento attuale della Ferrari e sul rapporto con Sebastian Vettel. “La SF1000 – dice – è migliorata in curva ed è meno forte sui rettilinei. Ma la verità l’avremo più avanti. Sono contento di come abbiamo lavorato. Mercedes e Red Bull sono molto forti ma la nostra macchina sembra flessibile agli adattamenti”. E su Vettel? “Da lui ho imparato tantissimo. È forte ed esperto, mi ha aiutato a crescere e continuerà a farlo”. Rispetto anche per gli altri avversari più temibili ma non timore: “Hamilton lo ammiro per come riesce a dare sempre il 100%. Con Verstappen condivido una lunga storia, ci rispettiamo. E se diventa aggressivo lo sono anch’io”. Infine una battuta su questa polemica ad alta tensione tra la Ferrari e le scuderie antagoniste in merito alla posizione della Fia: “È importante sapere ciò che accade attorno a me ma non devo esserne disturbato. Voglio rimanere concentrato su ciò che faccio”.