Giancarlo Fisichella, intervistato da Fanpage.it, parla del suo rapporto con Michael Schumacher e di cosa vuol dire far parte della Ferrari.
“Si può essere pilota sempre – esordisce Fisichella ai microfoni di Fanpage.it -. Per me è stata subito una passione che mi ha trasmesso mio papà e che scorre nelle mie vene da quando avevo 8 anni. Da lì è iniziato questo percorso che piano piano diventava sempre più professionale e poi un sogno, ovvero arrivare in Formula 1. […] Ho dedicato la mia vita a questo sport e sono riuscito a realizzare tantissimi sogni. Al momento sto correndo, mi diverto, vinco. Finché sarà così andrò avanti. Essere pilota vuol dire questo”.
Su quanto sia difficile per i giovani emergere oggi, il pilota romano spiega “Ma forse è più difficile approdare in F1 perché non basta solo il talento come è bastato a me e a Jarno Trulli. Oggi serve una grossa nazione, con sponsor che ti spingono, o far parte parte di una scuderia con academy importante. Altrimenti è difficile che un pilota con un talento pazzesco riesce ad arrivare in Formula 1”. E prosegue soffermandosi sulle differenze tra la F1 di oggi e quella del passato: “Negli ultimi vent’anni sono cambiate tante cose a partire dal motore: prima c’erano i V10, poi siamo passati ai V8 e ultimamente ci sono i 1.6 turbo con i motori elettrici. Anche io ho vissuto l’era delle gomme slick, poi quelle intagliate e il ritorno a quelle slick. Questa è stata l’evoluzione della F1, che a volte è migliorata e altre è peggiorata. Devo dire che quella di oggi mi piace. Mi piacerebbe sentire un po’ di rumore in più come i vecchi V10 o V8, ma purtroppo non è possibile”.
Fisichella ci racconta dei ricordi ai quali è più legato: “I ricordi più belli sono le vittorie alla 24 Ore di Le Mans, una gara stremante sotto tutti i punti di vista, due Petit Le Mans e un campionato Le Mans Series” e proprio su Le Mans aggiunge “E’ un’esperienza incredibile. È una gara di durata di 24 ore, ma bisogna stare 24 ore a guardare le macchine che passano. Intorno alla pista ci sono tantissimi eventi, è bellissimo. Il momento più bello, magico, è quello quando a fine gara dal podio ti ritrovi sotto 80-90 mila persone. Un momento indescrivibile”.
Sui giovani talenti approdati in F1, il pilota dice “Non possiamo non citare Leclerc, Verstappen, Norris e quei ragazzi che già dal mondo del kart si vedeva che avessero qualcosa in più. Adesso abbiamo Giovinazzi in F1 con l’Alfa Romeo”.
Sul rapporto con Michael Shumacher, Fisichella racconta “Con Michael ho avuto tante esperienze, abbiamo fatto tanti anni insieme e abbiamo condiviso tanti podi. Quei podi dove qualche volta sono arrivato davanti a un campione come lui, pochi, avevano un sapore speciale. Non abbiamo condiviso solo gare, ma tanti avvenimenti, a partire dalle partite della nazionale piloti. […] Un ragazzo straordinario e un professionista unico”.
Infine, quando gli chiediamo della sua esperienza in Ferrari, il pilota risponde “Questo era un sogno che io avevo nel cassetto fin da bambino, ma penso sia un sogno di tutti i piloti del mondo. ‘Essere Ferrari’ vuol dire fare parte di questa famiglia, di questo team incredibile, di questo brand che è il più conosciuto al mondo”.
Sulla difficile ripresa delle corse nella situazione attuale, Fisichella commenta: “Ci sarà certamente un impatto, purtroppo sarà negativo per tante aziende e sul lavoro perché sarà difficile riprendere il cammino intrapreso prima. Per quanto riguarda le corse penso che già nel mese di luglio ricomincerà la nuova stagione”.