
Manca ormai poco al tanto atteso inizio del campionato mondiale di Formula 1 2020, previsto per il 5 luglio sul circuito austriaco del Red Bull Ring. L’emergenza Covid-19 ha inevitabilmente posticipato il semaforo verde in piena estate, rendendo il mondiale che verrà estremamente atipico per molteplici ragioni: apertura delle danze a luglio, gare che si ripeteranno più volte nell’arco della stagione (compresa la stessa Austria), gran premi rigorosamente a porte chiuse e, soprattutto, tantissimi “rifiuti” eccellenti.
La paura di un nuovo contagio e la tutela della salute pubblica ha spinto molte nazioni a rinunciare all’organizzazione di un gran premio in casa propria, rimandando l’appuntamento con la Formula 1 direttamente al 2021. Allo stato attuale, infatti, sono previste e confermate soltanto otto gare in programma, da disputare su sei circuiti europei: Austria, Gran Bretagna (anche quest’ultima prevista in due occasioni), Spagna, Belgio ed Italia.
Nel resto del mondo, quindi, la Formula 1 è stata così cordialmente respinta. In ordine cronologico, le ultime nazioni ad aver abbandonato la questione Circus sono state Azerbaigian, Giappone e Singapore.
In questo clima di grande confusione, l’idea iniziale di Liberty Media di garantire lo svolgimento di 15-18 GP nel solo 2020 sembra tramontare sempre più. Eppure, in sostituzione di queste tappe, vi sarebbero altri circuiti pronti ad accogliere la Formula 1.
Più che voci campate per aria, la questione sembra più concreta che mai, con trattative non affatto nascoste che potrebbero aprire scenari impensabili fino ad un anno fa, e che potrebbero far variare il calendario di questa stagione anche in corso d’opera.
In attesa di capire quale sarà la decisione del Bahrein, che deve ancora confermare la propria disponibilità, vi sono tre nazioni pronte ad abbracciare il Circus con graditi ritorni o con nuovissimi appuntamenti: Italia, Portogallo e Germania.
ITALIA
Il candidato apparentemente più forte sembra essere proprio il nostro Paese, nonostante la stessa Italia abbia subito pesantemente gli effetti devastanti del coronavirus. Oltre ad aver già confermato il Gran Premio d’Italia a Monza il 6 settembre, la nostra Penisola è l’unica nazione capace di candidare altri due tracciati omologati per la Formula 1, entrambi in trattativa con Liberty Media per poter accogliere le monoposto all’interno dei propri box.
Da un lato c’è l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola, pronto più che mai ad aprire le sue porte alla Formula 1 dopo 13 anni di lontananza (l’ultimo GP si corse nel 2006). In concomitanza con l’abbandono delle prove in Asia, i vertici dell’autodromo hanno annunciato la totale conformità dell’impianto con gli standard imposti da Liberty Media, dimostrando la propria disponibilità per l’organizzazione di quello che sarà con tutta probabilità, in caso di decisione ufficiale, il tanto atteso ritorno al Gran Premio di San Marino.
Attenzione però: lo “sgambetto” ad Imola potrebbe arrivare da un circuito connazionale, non affatto distante dalla pista di spirito romagnolo e di collocazione emiliana come appunto quella dedicata ad Enzo e Dino Ferrari. Oltre a Monza, l’Italia potrebbe infatti ospitare un altro GP al Mugello, nel cuore della Toscana. Il circuito, pur essendo di proprietà della Ferrari dal 1988, non ha però mai ospitato un Gran Premio ufficiale di Formula 1, legando infatti il suo nome e la sua notorietà alla MotoGP.
Ma dopo il recente forfait del Mugello verso lo stesso mondo delle due ruote, con la cancellazione ufficiale del GP d’Italia, il tracciato fiorentino è diventato così uno dei candidati più forti in assoluto per poter ospitare la Formula 1 per la prima volta nella sua storia. Ad alimentare questa suggestione ci sarebbero non solo le preferenze di alcuni piloti attuali e del recente passato (su tutti gli australiani Daniel Ricciardo e Mark Webber), ma anche il particolare momento storico in cui si disputerebbe la gara. Se davvero la F1 approdasse al Mugello, essa accenderebbe i motori il 13 settembre, lo stesso giorno in cui la Ferrari taglierà lo storico traguardo dei 1000 GP in Formula 1.
PORTOGALLO
Sarà dunque Imola o il Mugello ad ospitare un GP in questo 2020 più che tormentato? Se pensate ad una “guerra civile” in solitaria tra i due autodromi italiani per aggiudicarsi l’ok da parte di Liberty Media, sappiate che la lotta non avrà un esito così scontato per la concretizzazione di un secondo GP tutto tricolore.
Secondo un sondaggio proposto dall’account ufficiale della F1 sui social, Imola risulterebbe al 2° posto in classifica, con il 30% complessivo dei voti, davanti proprio al Mugello che invece ha raccolto il 12%. Al primo posto, con il 49% delle preferenze totali, c’è infatti il Circuito dell’Algarve, situato nella città portoghese di Portimao.
Esattamente come il Mugello, anche questa pista non ha mai ospitato la Formula 1 in competizioni ufficiali, “limitandosi” solo allo svolgimento di alcuni test privati. Eppure, così come per gli appassionati sparsi in tutto il mondo, le caratteristiche di questo tracciato sembrano essere particolarmente apprezzate anche dai piloti, i quali non disprezzerebbero affatto l’idea di poter darsi battaglia qui. Dal Portogallo sembra ormai scontato l’inserimento di Portimao nel calendario di quest’anno, tanto che la stampa lusitana (“A Bola”) ha già dichiarato tutto deciso per il 27 settembre, con la F1 che tornerà in Portogallo per la prima volta dal 1997 (in passato si era corso a Boavista, Monsanto e soprattutto all’Estoril). Ma attenzione ad esultare prima del traguardo!
GERMANIA
In attesa di poter assistere ad altri colpi di scena o candidature dell’ultimo momento, nella lotta a distanza tra Italia e Portogallo ecco intromettersi la Germania. Pur non avendo dato la propria disponibilità ad organizzare un GP in casa propria nel 2020 prima dell’emergenza coronavirus, la situazione attuale sembra fornire una seconda chance per Hockenheim.
La storica pista tedesca torna così in carreggiata per poter ospitare nuovamente la F1, favorita dai costi più contenuti e dalla sua esperienza molto più recente rispetto alle piste citate in precedenza.
Nonostante tutto, comunque, la candidatura di Hockenheim sembrerebbe essere la più debole, tanto che Liberty Media e lo stesso pubblico sarebbe orientato a disputare un GP su uno o più dei tracciati elencati.
Attenzione però: la scelta di un autodromo non comporta automaticamente all’esclusione degli altri candidati. Di conseguenza, pur essendo comunque poco probabile, non è impossibile pensare ad una selezione in massa di tutti e quattro gli appuntamenti.
Ma il tempo stringe, la F1 è dietro l’angolo e tutti noi abbiamo voglia di rialzarci e di tornare a riassaporare l’emozione del Circus, seppur in un modo completamente diverso rispetto a quello a cui eravamo abituati.
Ma, anche in questo caso, torneremo alla normalità!