
La Formula 1 ha annunciato questa mattina che tutti i team attualmente presenti in griglia hanno aderito al nuovo Patto della Concordia. Questo documento commerciale deve il suo nome a Place de la Concorde, dove si trova la sede della FIA in cui fu firmato il primo accordo tra la Formula 1 e i suoi costruttori nel 1981.
Il Patto della Concordia ha come obiettivo principale quello di delineare la ripartizione dei diritti televisivi e dei premi economici tra i team concorrenti. L’agreement firmato ieri da McLaren, Ferrari e Williams e quest’oggi siglato dalle restanti sette squadre disciplinerà le suddette materie commerciali dal 2021 al 2025.
Va così completandosi l’assetto futuro della Formula 1 targata Liberty Media, dopo la storica introduzione del budget cap, che entrerà in vigore nel 2021, e la definizione del nuovo regolamento tecnico con il ritorno all’effetto suolo. I cardini su cui poggerà la massima categoria nel prossimo quinquennio e oltre aspirano a un maggior livellamento delle prestazioni in pista e del valore conferito dal sistema a ciascun player, oltre che a una maggiore sostenibilità finanziaria nel lungo termine.
I rinvii della prima scadenza per la firma e l’indecisione di alcuni team sul proseguo della propria attività in Formula 1 non rendevano certo l’esito delle trattative. La Mercedes, per voce del team principal nonché azionista Toto Wolff, aveva espresso il proprio malcontento sullo stato delle trattative, arrivando ad affermare come l’importanza del team che ha segnato l’era turbo ibrida non fosse riconosciuta a dovere. A tal riguardo, alcuni opinionisti davano quasi per certo il disimpegno della casa ufficiale, con Mercedes impegnata nel solo ruolo di motorista. Altra posizione vacillante era quella del team Haas, con il patron non più convinto della bontà dell’investimento in Formula 1 vista l’involuzione nei risultati. Rimane da verificare la presenza di una clausola che permetterebbe a un costruttore di lasciare la categoria al termine di una qualsiasi stagione.
Se per altri team la firma del Patto della Concordia può aver significato accettare determinati compromessi, la Ferrari ha ottenuto al tavolo politico una conferma del proprio status di brand più iconico nel panorama del motorsport. La Scuderia di Maranello conserverà infetti il potere di veto sulle regole e i cospicui bonus economici di cui gode ormai da anni in virtù di team storico. In un momento sportivo particolarmente sbiadito la Ferrari ha visto riconosciuto il proprio valore in termini economici e politici, chiaramente in attesa di un auspicato ritorno ai vertici anche in pista.