Autore: Laura Di Nicola

Laura Di Nicola | "Fatti non foste a viver come bruti, ma a seguitar rombo di motori e grandi partenze". Interagisci con me sui profili social di Circus Formula Uno o seguimi su Twitter @elledinicola e Facebook @FormulaElle On Amazon: https://amzn.to/2zq6sMF

Aldo Costa e Gustav Brunner. Michele Alboreto e Pierluigi Martini. Ferrari e Lamborghini. Fernando Alonso e Gaston Mazzacane. Campioni, meteore, grandi costruttori, progettisti geniali, ma anche fusioni, passaggi di quote, crisi finanziarie, motori che non spingono e telai da aggiornare, tenuti insieme dal grande collante della passione che tutto può e dalla leggendaria incapacità di arrendersi che decanta in certe terre come il Sangiovese nelle botti. A chi legava questi nomi pensavamo nell’alba assonnata della diretta di un Gran Premio inaugurale da Melbourne, stagione 2002: contatti, ritiri, sorpassi, uscite di pista, guasti e safety car, fino a quei due punti…

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“Io corro per vincere, si capisce. Ma ancora prima che per vincere corro per correre!” Gilles Villeneuve ci ha lasciato questa descrizione di sé stesso così evocativamente sintetica che nessun epigrafista, scrittore o giornalista sarebbe riuscito a riprodurre “dall’esterno” infondendole la medesima forza. Gilles incarnò, per la Formula Uno e per l’appassionato, l’ideale di ars gratia artis rinascimentale, in quanto la verta arte esclude ogni altro fine che non sia la vera bellezza – politica, denaro, successo, pubblicità eccetera – così come la vera passione vive e si alimenta da se stessa per se stessa ed esclude ogni tipo di…

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“Ero un bambino e stavo dietro le recinzioni. Mi sporgevo per riuscire a vedere la Ferrari girare”. È facile immaginare un bambino, magari piccolo di statura, che si tira su, afferrato alle recinzioni della pista – diciamo quella di Fiorano – con la stessa forza con la quale si stringe al suo sogno infantile: riuscire a scorgere il suo idolo, sentire il rombo di una Formula Uno oppure essere lui, un giorno, a calarsi dentro quell’abitacolo rosso dal quale osservare l’entusiasmo di quelle figure stipate dietro alle recinzioni, come Sebastian Vettel. È facile immaginarlo perché ogni tifoso della Ferrari è…

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In principio furono gentiluomini al volante: rampolli di buona famiglia, come il conte Giannino Marzotto, consumati viveurs che avevano eletto l’automobile – fuoriserie, velocissima, lussuosa – come espressione massima del proprio status e della propria personalità; senza perdere aplomb e buon gusto, i gentiluomini al volante scelsero di contemplare la propria effige riflessa nella lucente carrozzeria di una vettura da corsa invece che in uno specchio da toletta. I gentiluomini al volante furono dannunziani amanti della competizione, ma non piloti: quelli erano gentiluomini del volante. Una fitta lista di eroi a quattro ruote diedero un contributo alla fondazione della Formula…

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Quando il Manifesto del Futurismo apparve su Le Figaro il 20 febbraio 1909, forse nessuno pensava che sarebbe stato messo in pratica da un tenace meccanico della provincia italiana. Enzo Ferrari, infatti, con audacia e ribellione, cantò l’amore del pericolo, l’abitudine all’energia e la temerarietà; spiegò al mondo la bellezza della velocità e lo fece con un’automobile da corsa, un’automobile ruggente più bella della Vittoria di Samotracia. Fu l’uomo che tiene il volante, lanciato a corsa come la Terra attorno alla sua orbita, lottando. Non starò qui a insistere affinché certi bizzarri alieni (vetteliani, alonsisti, rosberghiani, mclarenisti e tutte le…

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La strada non è mai stata semplicemente una strada, per te. Ogni nastro sterrato o d’asfalto è una pista, per te, e i suoi dossi, curve e pendenze sono frenate, forze centrifughe, asperità da dominare. Per te, che nasci figlio di meccanico e assisti alle corse automobilistiche fin da bambino, infondo è facile immaginarti pilota. L’automobile è la Dea futurista e con la tua abilità, che ti precede anche se nessuna università l’ha mai sancita, infondo è facile farti accettare da quel ristretto circolo di gentiluomini del volante, che pagano i costruttori affinché confezionino loro un’auto da corsa con cui…

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Eddie Irvine è un ragazzotto che appare di sfuggita nei filmati celebrativi della stagione 1993: l’ultimo di Alain, l’ultima di Ayrton, tanta roba, fra cui carambole assurdamente devastanti, quasi tutte innescate da lui. Sembrava uno di quegli studentelli nuovi in città, che, per smania di farsi notare, s’adornano di una pettinatura che, nella realtà, non gli farebbe rimorchiare nemmeno l’anta di un armadio, quindi commettono una scelleratezza dopo l’altra, finendo per far saltare i nervi anche al primo della classe. Lui aveva, per l’appunto, uno spaventoso coiffage e chiuse la stagione d’esordio con un punto rimediato a Suzuka e un…

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In via del tutto eccezionale e per premiare voi, fedeli amici di CircusF1, l’ufficio Onorificenze e Scemenze ha deciso di celebrare l’ormai archiviata stagione 2015 di Formula Uno assegnando un premio speciale, un Oscar-rafone, per ogni spunto offerto dalle gare del mondiale. Speriamo che l’iniziativa sia di vostro gradimento, perciò buona lettura! Oscar-rafone alla Miglior Assenza Protagonista a Fernando Alonso per non essere stato presente al via del Gran Premio D’Australia a causa di una proditoria folata di vento. Non s’è parlato d’altro fino a quel “Forza Ferrari!”. Oscar-rafone per la Miglior Torta di Compleanno a me medesima in occasione del…

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Si può festeggiare un secondo posto come e più che se fosse un primo? Si può esser appagati per un dodicesimo posto? Ci si può sentire fieri per un record di punti che regala solo un quinto posto assoluto? Si può trovare del positivo in una stagione pur non avendo una power unit per la successiva? La risposta a queste domande è scritta fra le righe del Gran Premio di Abu Dhabi che ha concluso la stagione di Formula Unno 2015 ed è: sì, certamente, come ci insegnano l’arrembante Ferrari, il miracoloso Button e la sua McLaren Honda, la sorprendente…

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Ancora una volta i cancelli dell’autodromo Carlos Pace si sono aperti e chiusi su un week end di Formula Uno, lì, a Interlagos, dove il Circus ha piantato e levato le sue multicolori tende. Ancora una volta a San Paolo, Brasile, terra di gioia infinitamente ricca di ogni genere di risorsa e traboccante di cultura e passione per il motorsport. Ancora una volta la Formula Uno ha messo in scena un abituale canovaccio, fatto di pubblico caloroso, pista sinuosa, discutibili novità in griglia, strombazzate cronache sulla vita extralavorativa del lucciante monarca in carica e spettacolarità latente; poco altro in più,…

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