Autore: Laura Di Nicola

Laura Di Nicola | "Fatti non foste a viver come bruti, ma a seguitar rombo di motori e grandi partenze". Interagisci con me sui profili social di Circus Formula Uno o seguimi su Twitter @elledinicola e Facebook @FormulaElle On Amazon: https://amzn.to/2zq6sMF

Che ci crediate o no, avrei scritto un gran pezzo a commento dell’ultimo Gran Premio del Canada.  Però – sapete com’è – fra differite, lavoro, imprevisti della vita e fine prematura delle mie caramelle preferite, non ho avuto neanche il tempo di farmi cogliere dall’horror vacui del foglio bianco che mi sono resa conto che erano già andati via tutti gli argomenti migliori, tipo: La strategia Ferrai era sbagliata ma anche no; Vettel parte bene ma commette troppi errori; Frizioni in casa Mercedes, quelle che non staccano bene in partenza e quelle fra i due piloti che si toccano in…

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Il Gran Premio di Spagna è stato un crocevia di destini rappresentati da numeri: i diciotto anni del più giovane vincitore di tutti i tempi, Max Verstappen; la striscia di dieci vittorie consecutive della Mercedes interrotta  per un colpo di (testa)coda; i trentasei anni di Kimi Raikkonen, croce e delizia; i tre secondi e mezzo di quell’ultima sosta di Sebastian Vettel ai box, un capolavoro di scuola Williams nella categoria degli undercut falliti; la qualifica da top ten di Fernando Alonso e il sesto posto di Carlos Sainz, alfieri della Spagna motoristica. Da qualche parte, però, c’è un 1’29’’6 che non vivrà della…

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Esiste una terra magica in cui i colori del paesaggio hanno la potenza narrativa dei disegni dei bambini, con l’azzurro intenso del cielo, il blu lapislazzulo del mare, il bianco abbacinante delle spiagge e il nero lucente delle rocce vulcaniche. È la Sicilia, una terra di teatri, templi e capitali di Regni, povera pur essendo ricchissima, sulle cui strade è passata spesso la Storia; anche quella dell’automobilismo, poiché, da un certo giorno di maggio in poi, per le strade di Cerda, Caltavuturo, Castellana, Petralia Sottana, Petralia Soprana, Geraci, Castelbuono, Isnello, Collesano, Campofelice di Roccella, Bonfornello – ma anche Cefalù, Messina, Catania, Siracusa, Noto, Vittoria, Agrigento, Castelvetrano, Mazara,…

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Sul palcoscenico della storia della Formula Uno gli eventi danzano seguendo passi imprevedibili e le coreografie intrecciano fra loro vite e destini in maniera imponderabile. Coincidenze, le chiamano. Di coincidenza si tratterà quando si correrà il prossimo Gran Premio di Russia: sarà il Primo Maggio, per la prima volta da ventidue anni, da quel primo maggio lì. Due anni fa, il Gran Premio di Russia è stato la prima gara con un box privo del suo pilota, svuotato dalla fatalità proprio come vent’anni prima, in quella gara lì. In questi giorni, il Gran Premio di Russia cade in corrispondenza di…

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La nostalgia è quel sentimento che ti grava l’anima, che ti invade come un cielo carico di pioggia fa con la cornice di una finestra, quando a impedire che collassi in un mare arrabbiato e torbido c’è solo una fragile striscia scura, all’orizzonte. Nostalgia evoca la mancanza di qualcosa o di qualcuno, ma il suo significato letterale è “dolore della lontananza”, dolore per una distanza, fisica o spirituale, per un distacco imposto, per un tempo passato che non ritornerà. Cos’è, in Formula Uno, la nostalgia? E’ un sentimento condiviso da entusiasti e scontenti, perché si porta dietro polemiche e storie…

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No, non abbiamo intenzione di inserire un blog culinario nel sito, né di avviare un angolo scommesse su quale propulsore andrà arrosto nella prossima gara. Quel che vogliamo fare è solo segnalare l’interessante iniziativa di F1Fanatic.com che ha chiesto ai propri lettori di votare quale pilota pensano sia adatto a prendere parte al Campionato di Formula Uno, creando una sorta di “griglia di partenza alternativa”. I piloti selezionabili erano scelti fra: tutti coloro i quali avevano partecipato a una sessione di prove in F1 nei due anni precedenti il 2016 (per cui vi sono compresi anche Palmer, Rossi e Vandoorne); tutti…

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L’asfalto, nero di gomma e di adrenalina, si getta in una curva a spirale che si avvolge su se stessa e sui destini incrociati del Gran Premio di Cina, domenica 17 aprile; duecentosettanta metri, dice chi li ha misurati, di spinta forsennata, duecentosettanta decisivi metri. Duecentosettanta metri bevuti d’un fiato in una partenza bruciante, di arroganza magnifica e tempismo agonistico perfetto: le ali, questa volta, le ha messe Daniil Kvyat. Avvolte in una nuvola di sabbione, frustrazione e detriti, le due Ferrari stanno, l’una contro l’altra piantate, catturate fatalmente dall’errore che capita nel momento meno opportuno e contro l’avversario meno…

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Se volessimo giudicare il peso specifico di un evento in base ai commenti più o meno polemici che ha generato, allora dovremmo concludere che il Gran Premio del Bahrain 2016 sarà ricordato non per la solida prestazione di Vandoorne e Wehrlein, non per la sorprendente Haas di Grosjean, né per la quinta vittoria di fila di Rosberg o per il secondo arrosto consecutivo Ferrari, ma per lo stridente scambio di battute fra Fernando Alonso e Johnny Herbert. E così molti giovani fans hanno scoperto – e molti vecchi hanno ricordato – chi sia Johnny Herbert, ex pilota di Formula 1…

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Cosa succede a questa Williams, che pareva in grado di confermare – se non accrescere – quanto fatto vedere nelle due passate stagioni e che in Bahrain si è presentata con un nuovo muso che – almeno in prima istanza – prometteva miglioramenti? “Massa, però …” Cosa succede a Massa, che, mentre il suo compagno Bottas era in giro a creare incidenti, ha vissuto un Gran Premio del Bahrain come ospite della propria monoposto, mai in grado di emergere in nessuna fase della gara, tanto che il nostro pubblico ha deciso di assegnargli il secondo Mediocrity Award di fila? “Massa,…

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“C’era una volta un giovane cavaliere dalle grandi speranze. A costui era stato demandato di compiere un’impresa estrema: correre in aiuto di un re non bello né tanto buono – ma almeno simpatico – indossando l’armatura di un altro valoroso cavaliere – non uno qualunque, bensì l’ Hidalgo delle Asturie, un cavaliere che si fregiava della Doppia Iride – ferito in battaglia. Il Cavaliere delle Fiandre – questo il suo nome – avrebbe dovuto lasciare il nipponico agone al quale partecipava per precipitarsi a dar man forte ai propri compagni di colore – nero: di risultati, di umore, di prospettive…

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