Autore: Laura Di Nicola

Laura Di Nicola | "Fatti non foste a viver come bruti, ma a seguitar rombo di motori e grandi partenze". Interagisci con me sui profili social di Circus Formula Uno o seguimi su Twitter @elledinicola e Facebook @FormulaElle On Amazon: https://amzn.to/2zq6sMF

Il risveglio da Monza – si sa – è un po’ come il dopo-sbornia: si smaltisce in qualche giorno e lascia in bocca il sapore dolce del divertimento goduto e allo stesso tempo l’amaro delle cose che non sono andate bene, nella vita come nella gara. Il 15 settembre 2008 quelli che si svegliarono con l’amaro per non aver visto sul podio la Ferrari di Felipe Massa, almeno a una certa latitudine, furono molti di più di quelli che sentivano ancora il sapore dello zucchero lasciato dall’astro nascente Sebastian Vettel o che avevano gli occhi a forma di cuore per…

Read More

Il 25 agosto 1991 il tempo era soleggiato e la seducente striscia d’asfalto che si snoda sinuosa nella foresta vallone  si preparava a ricevere il bacio dei bolidi, come ogni anno.  Lì davanti, quella domenica, s’era imposto lui, uno dei suoi figli prediletti, il brasiliano Magic che sembrava poter vincere dovunque e sfidare chiunque con la sua McLaren, ma che, quell’anno, aveva dovuto arretrare di fronte a un ostacolo chiamato Mansell e alla sua Williams. Però quel 25 agosto era tutto diverso, tutto era tornato prepotentemente come prima: Senna in pole, gli altri, tutti, a più di un secondo. Quel giorno,…

Read More

Vorrei che Chris Amon fosse ricordato non perché detentore del record che nessun pilota mai vorrebbe, vale a dire quello di maggior numero di chilometri corsi in Formula Uno senza mai avere vinto una gara, ma perché, nonostante l’iniquo palmares, è stato indiscutibilmente e trasversalmente amato. Da tifosi e appassionati, ma anche da compagni di scuderia, avversari e tecnici, perché era dannatamente veloce ma altrettanto ferrato nella messa a punto, perché non si tirava indietro mai e si comportò sempre da gran signore. Perché, in un’epoca di cavalieri del rischio che a volte furono primedonne in lotta per un posto…

Read More

“Non volevo morire, così ho combattuto.” Stringato, efficace, stordente. Come sempre del resto. Niki Lauda merita l’appellativo di Immortale più di ogni altro, io credo, nella storia della Formula Uno di tutti i tempi, per una serie di motivi: è stato uno dei protagonisti dell’epoca d’oro della massima serie del motorsport, quando la superiorità della Formula Uno sugli altri tipi di competizione era incontestabile e innegabile; è stato un precursore, un esteta della messa a punto e del lavoro di squadra, uno dei primi a comprendere e ad apprezzare l’aspetto tecnologico delle monoposto, del cui sviluppo non era affatto disinteressato…

Read More

Indiscrezioni, illazioni, accuse, sospetti, deliri da etilismo – o da un’esagerate percezione di se stessi – sono stati bruscamente e definitivamente interrotti da una comunicazione di servizio. Noi e James Allison, dopo tre anni, scrive la Ferrari, abbiamo preso strade diverse. Giunge, così, al termine, uno dei più promettenti e felici sodalizi professionali che avevano fatto sperare e anche – esagero, ma ci sta – sognare gli appassionati, soprattutto quelli che cercavano il poster di Rory Byrne o Adrian Newey da appendersi in cameretta al posto di quelli dei piloti. Non si può certo tacciare di ferrarismo col paraocchi chi…

Read More

L’Hungaroring è un tortuoso kartodromo, un arroventato budello d’asfalto nella pianura magiara che diventa il centro del mondo una volta l’anno, da trent’anni. Era il 1986, infatti, quando si celebrò uno dei simboli del capitalismo più sfrenato nel bel mezzo del blocco comunista, quando, cioè, quel genio di Ecclestone infilò, per la prima volta nello stesso calendario, il glamour allo champagne del principato di Monaco e la cortina di ferro sovietica;  da allora, il Gran Premio d’Ungheria non ha mai saltato una tappa. Nel Gran Premio d’Ungheria l’aspettativa del forte caldo rende cruciale la durata dei pneumatici, mentre l’aspettativa di…

Read More

Quali sono i principali problemi della Formula Uno e come possiamo provare ad affrontarli e – magari – suggerire come risolverli? Ne parlai anche io tempo fa, in una lettera alla Formula Uno, che trovate qui. La stessa domanda la pone Alberto Saiu, collega di FormulaPassion.it, nel suo libro F1 Confidential, oggetto di questa nuova puntata dell’elzeviro della SezioneLaura. “La Formula 1, grazie a Dio, non è la MotoGP e non sono i 100 metri piani. Non conta solo essere i più veloci per vincere, ma bisogna essere anche molto più furbi degli altri. Questo è il gioco degli scacchi applicato all’ingegneria aerospaziale con…

Read More

If you want my future, forget my past, cantavano, esattamente vent’anni fa, le Spice Girls, fra le cui fila militava l’attuale signora Horner, ammantata di patriottica Union Jack. La Ferrari lo sa bene: rivoluzionata la line up tecnica al grido di “Liberiamo le seconde linee!”, ha goduto di un dolce 2015 appena sufficiente a lenire l’amaro 2014 ed era pronta a dimenticare il passato per gettarsi in un luminoso futuro. Che la luce infondo al tunnel cominci a somigliare, dopo nove gare di una stagione lunga e difficile, al treno che arriva in direzione opposta – calembour, questo,  attribuito a…

Read More

Dopo Melbourne, Barcellona e Monaco ecco l’Austria: che questo non sia un campionato noioso dev’essere ormai chiaro a tutti, che frequentino le gare abitualmente a bordo pista, che le guardino nella consolante quiete del proprio divano su un canale multi regia o che seguano l’anelito del segnale wifi dietro a un innominabile streaming ceceno. Nonostante il dominio Mercedes venga brutalmente ribadito a ogni gara, perché vincono anche quando collidono fra loro e, anche quando riescono nell’impresa di farsi fuori da soli, gli avversari che davvero potrebbero impensierirli non sono lì ad approfittarne – quindi, in definitiva, vincono anche quando si…

Read More

“Io distinguo due tipi di successo: quello che ho avuto nello sport e quello nel cinema. Il primo è mio e non me lo leva nessuno. Il secondo è quello che il pubblico ha deciso di darmi e che mi ha permesso di fare 120 film.” C’è una marcata linea che unisce questo pensiero di Bud Spencer, scomparso ieri mentre questi pensieri sparsi si organizzavano, al messaggio del Minardi Day, tenutosi a Imola lo scorso sabato 25: quel che si ottiene con le proprie forze è un patrimonio che non subisce svalutazioni e, anzi, cresce e si rivaluta, fecondo, negli anni. Non solo: c’è qualcosa forse di più…

Read More