Autore: Paolo Pellegrini

Paolo Pellegrini, Classe '82, amante della velocità a 360°, che sia un'auto, una moto, un aereo o i 10 secondi di un 100 metri. Disegnatore di auto e moto da corsa estreme.

Il campionato della Williams è pressoché segnato. In negativo La scuderia inglese — oggi denominata ROKiT Williams Racing — sta attraversando uno dei periodi più difficili della propria storia. Il rischio, molto alto, è quello di replicare il biennio 1976-1977, le ultime stagioni durante le quali le auto gestite da Williams sono rimaste a secco di punti iridati. Nel 1976, la compagine di Frank Williams (frattanto assorbita dal Walter Wolf Racing) schierava in forma ufficiale la Williams FW04-Cosworth e la Wolf-Williams FW05-Cosworth (ossia la Hesketh 308C ereditata dalla stagione di F1 1975). I piloti erano Jacky Ickx, Renzo Zorzi, Michel Leclere, Arturo…

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Che gara, che Monaco! Non potevamo chiedere di meglio dal LXXVII Grand Prix Automobile de Monaco. Una corsa che, carta canta, è entrata già nella storia della Formula 1. Manovre di sorpasso (alla faccia di chi dice che “a-Monaco-è-impossibile-superare”…) che rasentano il mitologico, duelli, imprevisti, il dover conservare gli ormai stanchi pneumatici sino alla bandiera a scacchi. Variabili e contenuti sportivi di prim’ordine. Da Charles Leclerc, i cui sorpassi — riusciti o falliti — al Lowes e a La Rascasse costituiscono, ormai, perle da cineteca, all’estenuante duello tra Lewis Hamilton e Max Verstappen, simile a quel leggendario Senna vs Mansell datato…

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Improvvisa. La morte di Niki Lauda (22 febbraio 1949-20 maggio 2019) ha colto di sorpresa tutto il mondo del motorsport. Il recente trapianto di polmoni e le complicanze ai reni sopraggiunte a seguito del delicato intervento chirurgico non hanno, evidentemente, lasciato scampo al campione di Formula 1 viennese. Tre volte campione del mondo di Formula 1, imprenditore (fondatore di due compagnie aeree, la Lauda Air e la Niki), dirigente sportivo ai tempi del team Jaguar F1, Presidente non esecutivo della scuderia Mercedes AMG F1. Figura poliedrica, quella di Niki Lauda. Un personaggio, ad ogni modo, indissolubilmente legato alla Formula 1.…

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Una moda sempre più dilagante, una malattia contagiosa, un comune sentire che, a quanto pare, “fa-tanto-figo” e “alternativo”. Si entra nella settimana che conduce all’atteso LXXVII Grand Prix Automobile de Monaco: il Gran Premio che vale una carriera, una corsa che — assieme alla 24 Ore di Le Mans e alla oggi decaduta Indy 500 — va a costituire la cosiddetta “Triple Crown”, la Tripla Corona. Monaco è la Formula 1. La Formula 1 è Monaco. Questo dice la storia, questo raccontano i fatti. Incontrovertibili. Tutto ciò, purtroppo, non è sufficiente. Ed ecco che i commenti negativi ed i giudizi contrari al GP…

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Valtteri Bottas e Lewis Hamilton. Lewis Hamilton e Valtteri Bottas. La stagione di Formula 1 2019 parla la lingua della Mercedes. Cinque Gran Premi sinora disputati, cinque eclatanti, ineccepibili doppiette. Tre vittorie per il campione inglese, due per il sorprendente e più che mai combattivo pilota finlandese. La inattesa superiorità tecnica della Mercedes F1 W10, spinta dalla “power unit” Mercedes M10 EQ Power +, sta sorprendendo tutti. Nessuno, infatti, ad iniziare dalla rivale più diretta nella corsa ai titoli iridati, la Ferrari, aveva vagheggiato un simile strapotere da parte delle monoposto tecnicamente dirette da James Allison. Un meritato dominio che,…

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Max Verstappen. È ancora il pilota olandese a brillare. Il GP di Spagna, infatti, ha mostrato e dimostrato, per l’ennesima volta, il valore raggiunto dal talento di casa Red Bull. Veloce, consistente, ragioniere, freddo, calcolatore. Agguantato con saggezza, calma e scaltrezza il 3° posto al via ai danni di Sebastian Vettel (Ferrari SF90), l’olandese manterrà salda questa posizione sino alla bandiera a scacchi, alle spalle solo delle ineguagliabili Mercedes F1 W10 di Lewis Hamilton e Valtteri Bottas. Finalmente maturo. Poche chiacchiere: Max Verstappen è, ormai, un pilota pronto ad ambire al titolo mondiale. Verstappen, grazie a questo importante podio (il…

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Altro giro, altro disastro. Anche a Baku, le Williams FW42-Mercedes condotte da Robert Kubica e George Russell hanno palesato tutti i propri limiti. Lente, “goffe”, mai nel vivo dell’azione, surclassate da tutti e in tutto. L’incidente occorso a Russell nel corso delle Libere 1 (fondo distrutto a causa di un tombino staccatosi dalla propria sede | VIDEO ) ed il botto, alla chicane del Castello, di Kubica nel corso della Q1 [ VIDEO ] hanno aggiunto ulteriori patemi e delusioni ad una situazione già altamente compromessa. In qualifica, Russell — 19° — e Kubica — 20° — non vanno oltre il muro…

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Domenica 1 maggio 1994, Imola. XIV Gran Premio di San Marino. Per capire il “mito Senna” bisogna partire dalla fine. Da quell’infausto weekend imolese il quale, come un demone vendicativo, si abbatte sulla Formula 1. Cambiandola per sempre, nel bene e, purtroppo, anche (e soprattutto) nel male. Roland Ratzenberger, Ayrton Senna. Quell’oscuro demone scrive, in quei giorni, una tanto impeccabile quanto macabra sceneggiatura, unendo nel medesimo destino l’esordiente austriaco di Salisburgo ed il veterano campione brasiliano, la altrettanto esordiente e non competitiva Simtek e la celeberrima, iridata, velocissima Williams. Medesimo destino ma, inevitabilmente, clamori diversi. La morte di Ratzenberger (Salisburgo, 4…

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Il circuito cittadino di Baku non ha tradito le aspettative. Corsa intensa e avvincente quella consumatasi sull’impegnativo tracciato azerbaigiano. Il responso parla chiaro: la Mercedes F1 W10 si conferma la monoposto più veloce e completa, peraltro condotta da un Valtteri Bottas e da un Lewis Hamilton più che mai in palla e concentrati. Le Ferrari SF90 inseguono con un concreto e costante Sebastian Vettel e con un Charles Leclerc tanto veloce (da applausi i primi 34 giri su gomme Medium C3 nuove) quanto “sprecone”. E grazie all’espediente del pit-stop a fine gara (Soft C4; giro 47 su 51 previsti), è…

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La Red Bull ha un problema. E questo problema si chiama Pierre Gasly. Il GP di Cina ha confermato il valore della Red Bull RB15-Honda: al momento, la monoposto anglo-austriaca curata da Adrian Newey si pone saldamente alle spalle di Mercedes e Ferrari. A Shanghai, infatti, le RB15-Honda di Max Verstappen e Pierre Gasly hanno rispettato alla lettera questa “gerarchia”: rispettivamente 5° e 6° tempo in qualifica (l’olandese a poco più di mezzo secondo dalla pole-position di Valtteri Bottas, il francese ad 1,3 secondi dal finnico), 4° e 6° in gara. A dividere il 4° posto di Verstappen dal 6°…

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